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Grazie,  Mario del Giglio

Il concetto della Musica                                                                                                        

“Dio è musica che si manifesta.
Secondo la ricezione che abbiamo possiamo, in modi diversi, percepirla.
La musica non cambia, siamo noi che la trasformiamo secondo la nostra percezione.
E’ inutile quindi farla imprimere con forza ad orecchie poco armoniche e poco accordate.  Ognuno ascolta ciò che sente e varia secondo il proprio “sentire”, la musica Divina “è” ”                                                                                                       

Mario del Giglio

243 Comments on “Commenti

  1. Gentile Signor Mario Del Giglio
    Sarebbe possibile ricevere una copia delle sue tre pubblicazioni? Potrebbe indicarmi un IBAN bancario per inviarle il contributo dovuto? Apprezzo il suo “disincanto” e il suo approccio da bambino a quella ricerca spirituale che insegue, e la segue, con costanza centellinata.
    Un fraterno saluto
    Antonio

    • Caro Antonio, mi dispiace ma i libri in cartaceo sono finiti. Data la mia età (ho 82 anni) non ho potuto più stampare e spedire come facevo prima. Puoi però scaricarli gratuitamente dal sito https://www.mariodelgiglio.com Posso sapere come sei arrivato a me? Cosa vuol dire da bambino?
      Con affetto fraterno Mario

      • Caro Mario,
        sapevo della possibilità di scaricarli gratuitamente, ma preferivo utilizzare un testo cartaceo così da sfogliarlo spesso e in modo pratico (apprezzo l’organicità di un testo anche se cerco, in prima battuta, di seguire tracce nel profondo di quanto leggo, di dar spazio al loro manifestarsi in modo disseminato). Comunque nessun problema, li leggerò un po’ alla volta dal sito stampandoli man mano. Sono arrivato a te attraverso le biografie degli autori citati nel libro di Maria Pizzolitto Lui “Da qualche parte sopra l’arcobaleno”. Mi chiedi anche: cosa vuol dire da bambino? Sì, come un bambino. Con gli stessi occhi di un bimbo quando aprono una porta e si trovano d’innanzi a visioni che lasciano loro stupiti. In fondo è la purezza del “disincanto”, di chi non tanto cerca, ma trova ed è trovato. Auguri per i tuoi ottantadue anni!.. ed hai ancora anni da camminare così da diventare sempre più bambino, e incantato.
        Buona vita!
        Ti abbraccio Fraternamente Antonio

        • Caro Antonio, ti ringrazio per la tua spiegazione sul “bambino” che mi ha stupito. Ho solo poche copie del terzo libro “Tutto è, dall’illusione alla Realtà spirituale”. Se mi mandi l’indirizzo quando potrò andare alla posta te lo spedirò volentieri. Nel frattempo se vuoi, puoi ascoltare su you tube “conversazione su una esperienza caricato da Anthurium Rosa. Di Mirella Restuccia, no quello di Adria. E’ la presentazione dei miei libri.
          Con affetto fraterno Mario

          • Video già visto caro Mario alcuni giorni fa. Anche da quel tuo modo di porti e da quel paterno invito alla ragazza a sospendere la medianità e studiare, che ho avvertito il tuo sano “disincanto” di bambino. Oggi dopo averti scritto, pensandoti, mi è venuto in mente un passaggio del Vangelo Mt 22,1-14 “Poi disse ai suoi servi: «La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze». Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.” .
            E di seguito uno stralcio del commento di Enzo Bianchi a questo passaggio “Ma la parabola continua con un altro invio, perché il banchetto nuziale va comunque celebrato e festeggiato. Questa volta l’ordine dato ai servi è di andare lungo le strade, ai crocicchi, dove stanno i pellegrini, i viandanti, i mendicanti, gli “scarti”. Così la sala del banchetto si riempie non degli invitati, degli eletti del Signore chiamati personalmente da lui, ma di coloro che non erano mai sembrati degni a nessuno di partecipare a una festa, a un banchetto nuziale. Entrano nella sala giusti e ingiusti, buoni e cattivi, tutti resi degni dalla misericordia del Signore: è un pranzo dove si trovano insieme il buon grano e la zizzania, i pesci buoni e i pesci cattivi (cf. Mt 13,24-30.47-50). Questa raccolta pare proprio il risultato della missione della chiesa presso le genti, presso i pagani, quelli che non erano stati né eletti nei chiamati da Dio, dall’epoca di Abramo fino a quell’ora di pienezza dei tempi, in cui Cristo era venuto in mezzo agli umani. Nella sua redazione di questa parabola, Luca precisa che quanti sono fatti entrare nella sala delle nozze sono “i poveri, gli storpi, i ciechi, gli zoppi” (Lc 14,21), cioè gli emarginati, gli scarti umani, che prendono il posto dei primi invitati. Accade – come aveva detto Gesù – che prostitute e pubblicani precedono nel Regno gli uomini religiosi, osservanti (cf. Mt 21,31)”.
            Ecco sono i “riluttanti” come te (ripenso a quanto hai detto in quel video, al “de coccio” degli inizi, al tuo modo pacato di vivere la medianità) ad esser stati spinti al banchetto nuziale.

            • Caro Antonio, sono d’accordo con te, ma in parte. La comprensione ( o se mi permetti consapevolezza) che ho oggi riguardo ai nostri fratelli rispetto al primo libro è cambiata notevolmente. Ti riporto ciò che disse una Entità nel secondo libro “ Non è con la mente che dovete comprendere, ma è con il “sentire. Tuttavia è attraverso essa che possiamo trasmettere ad altri il nostro sentire. Come del resto sto facendo io in questo momento, attraverso una mente. Ma questa mente trova tanta difficoltà a farsi capire quando non è in contatto con noi o inserita in noi.”
              Andando avanti con gli incontri la trasformazione dei contatti mi ha portato non più a considerare l’entità singola dei fratelli ma un insieme di “sentire”, ecco il perché della loro definizione “Pace a voi dai fratelli della luce”. Spero che la lettura ti porti ad una riflessione spirituale. La spiritualità va oltre la religione …la religione divide, la spiritualità unisce. Ti volevo avvertire che oggi ho spedito il libro all’indirizzo di tuo fratello. Siamo stati fortunati, mia figlia per lavoro doveva spedire un pacco e ne ho approfittato. E’ più di un anno che non spedivo libri, evidentemente dovevi “ non a caso” ricevere questo libro. Dammi conferma quando lo riceverai.
              Con affetto fraterno Mario

              • Grazie caro Mario per la spedizione del libro che evidentemente avrà da farsi sentire parecchio. Ti darò conferma quando lo riceverò. Leggo ora il tuo scritto, subito dopo aver meditato e “sentito” che in fondo non c’è nulla da chiedere nella preghiera perché ciò di cui si ha bisogno C’E’ GIA’… “il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate”. Siamo noi a esser ciechi e sordi ma C’E’ GIA’. E’ la fede (la consapevolezza) il punto focale, ciò che salva, libera.Per relazione d’Amore c’è un Padre Nostro (non mio…e qui mi riaggancio a te, non più a considerare l’entità singola dei fratelli ma un insieme di “sentire”) pronto a nutrirci, a nutrire “i fratelli della luce”.“…Non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole..” , non sprecatele secondo i dettami di quella religione, ma ascoltate il Padre sentendolo nella vostra quotidianità. Quest’ora volevo condividere con te. Una considerazione sulla parte finale del paragrafo “Per poter capire” (La Vita per la Vita). Scrivi: sul perché del titolo del libro e, più precisamente, perché “fratelli nell’aldilà” invece che “fratelli dell’aldilà” le Entità così mi hanno dettato. Ne leggo un’attinenza, una concordanza con “pregare con le Anime purganti” invece che “pregare per le Anime purganti”. Nell’interpretazione ordinaria le collochiamo in uno spazio distante, e noi a tendergli la mano con la preghiera. A quel nostro porsi, a quella mano tesa dal di qua, ritirano la loro. Per un semplice motivo. Sono tutte ai nostri fianchi e pregano con noi. Perché tutti, loro e noi, abbiamo bisogno di esser liberati per dono da qualcosa che non ci fa evolvere verso la Luce, l’Amore, l’abbondanza di Vita.
                Un fraterno abbraccio.
                Antonio.

                • Caro Mario,
                  ho il libro con me. Ti ringrazio per l’augurio, espressione ed essenza della Vita.“Tutto si racchiude in una sola ed eterna verità: l’Uno che è Dio”…ed è proprio questo UNO che ho sempre cercato (spesso inconsapevolmente, solo dopo l’ho capito anzi m’è risultato evidentissimo riflettendo sul susseguirsi degli eventi) e cerco.
                  Grazie ancora di tutto, ti abbraccio con affetto! Antonio.
                  P.S.: prima di leggere questa tua mail avevo scritto ciò che ora mi appresto a spedirti…diciamo allora che è un UNO che condividiamo come in una spirale…Per quanto riguarda la reincarnazione lascio al Padre la libertà di far nuove tutte le cose secondo la SUA strada. D’altra parte, dopo la Resurrezione, anche Gesù non fu riconosciuto dalla Maddalena, dai discepoli di Emmaus, da quei poveri pescatori ritornati alle loro reti e sollecitati da uno “sconosciuto” che aveva fame…

                  • Caro Mario,
                    leggo le pagine del libro a piccoli sorsi. E’ come un disincrostante. E ce ne vuole per me!
                    Un fraterno abbraccio.
                    Antonio

                    • Caro Antonio, una riflessione.
                      Tra coloro che pensano a questi avvenimenti come complotti e non come realtà per una evoluzione spirituale.
                      Finalmente abbiamo trovato una spiegazione. In questo incontro, mentre discutevate tra di voi, abbiamo sentito dell’acredine, quindi esisteva e si sentiva il male tra di voi. Questo è servito per arrivare al punto, ora che siete uniti, almeno con le parole (si spera) di aver compreso solo il bene. Se ciò fosse vero sarebbe rimasto il bene e in questa fase è finito il male. Solo a questo punto, prima di questa piccola conoscenza, esisteva divisione quindi “male” tra di voi. Una volta trovata l’unità di intenti esisterà solo il bene. Applicate tutto questo in tutte le sfaccettature della vostra esistenza.
                      Finché non si arriverà tutti nella stessa crescita spirituale e quindi annullerete completamente il male che è in ognuno di voi, non arriveremo al solo completo unico bene, con l’Amore che ci unisce. E’ vero, tante sono le sofferenze che si subiscono e, credetemi, alcune sono feroci quanto quelle di essere uccisi. La sofferenza per esempio della solitudine è indicibile, non la potete immaginare; si può sconfiggere solo attraverso il bene di altri fratelli che hanno compreso e possono aiutare. Non vale quindi ricercare il perché il male esiste se non aiutiamo tanti fratelli sia nel dolore fisico, sia per la perdita di un proprio caro. Pensiamo a quanti fratelli soffrono per avere delle malattie gravi e devono subire il dolore fisico provocato dal male aggiungendo una mancanza di affetto. Voglio dire che a tanti fratelli bisognosi di bene questo viene loro negato. Le sfaccettature sono tante, doverle elencarle tutte e soffermarsi solo ad un aspetto mi sembrerebbe essere superficiale.
                      Per concludere posso dire che questa serata di riflessione spirituale, cari fratelli amati, servirà a diffondere il più possibile l’Amore che ci viene qui profuso e dove, almeno nel nostro piccolo, si cerca di non creare discordie e divisioni tra di voi. E se tra di voi, nel vostro intimo, alcune volte le avete, dico che è sempre per il vostro bene. Ora se prima lo avete voi, in un futuro “vostro” ne avranno altri fratelli.
                      Grazie della bella accoglienza che ci avete riservato. A voi sembra quasi impossibile che tutto ciò accada, e lo date quasi per scontato. Ricordate che senza di noi non potrete avere queste semplici spiegazioni. Non dimenticatelo mai.
                      Bisogna dire che attraverso i vostri atti di divisione apparente, che può sembrare “male”, io vedo solo bene in quanto il mio stato di evoluzione mi permette di dire che tutto ciò ha un fine di bene.
                      Dai fratelli di luce tanta serenità a tutti

                    • Caro Mario Vero. Tutto ciò che divide, è Male. Nell’unità d’intenti il terreno fertile del Bene. Ed è voce questa dolorosa solitudine. Mi conferma la visione, il sentire di Gesù nel Getsemani. Cristo non vuole morire. Chiede che l’amaro calice non gli sia dato da bere. Piange sangue. E’ la sua prima preghiera. Poi si allontana. Trova i suoi amici presi da forze che allontanano loro dal sentire di quel momento, dalla sua angoscia. Torna nell’orto. Ancora una preghiera. Scopre che il dolore ha parlato, l’ha istruito, ha indicato. Comprende quindi la sua venuta al mondo. E’ tutta Luce adesso. Sia fatta non la mia (timorosa) volontà ma la Tua volontà (così piena di senso, di libertà).
                      Un fraterno affettuoso saluto, Mario!
                      Antonio

                    • Caro Mario, continuando nella lettura del libro, sento di condividere con te questa breve riflessione
                      Guarigione del cieco nato
                      1 Mentre passava, vide un uomo che era cieco fin dalla nascita. 2 E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». 3 Gesù rispose: «Né lui né i suoi genitori hanno peccato, ma ciò è accaduto, affinché siano manifestate in lui le opere di Dio.
                      Perché quindi nato cieco? C’è un peso che porta in se? E’ l’esperienza che ha da fare per sentire ed evolvere? E dove fonda le radici la sua cecità? Nel proprio ego? O in strati e strati di stoltezza e ignoranza? Ecco, più che una questione di causa-effetto mi sembra di leggere qui, in quella condizione, una forma di collaborazione. Collaboratori di un Disegno Infinito che si dipana giorno dopo giorno con lo stesso ritmo (respiro, vibrazione) della vita: avanza, arretra, sprofonda, riprende. Disegno sempre creatore che fa nuove tutte le cose (ecco l’occhio rivolto non al fotogramma ma all’insieme di ogni passaggio).
                      Buona vita!
                      Antonio

                    • Caro Antonio, spesso sei nei miei pensieri. Volevo condividere con te queste parole trascritte. Rileggo la parte ultima del 3 libro, sono i monologhi ricevuti 10 anni fa. Credimi, qui c’è tutto ciò che ci serve per il nostro cammino spirituale. Ma alcune volte mi soffermo e non comprendo, perché proprio io? Con affetto fraterno Mario
                      L’esperienza rimane sempre presente a seconda del “sentire” di ognuno che in essa è rappresentato. “Tutto è” presente, sentito, vissuto dall’Assoluto.
                      Solo l’individuo per circoscrizione di percezione, di consapevolezza ha il senso del trascorrere, del passare, ma in realtà così non è, in quanto “tutto è”.
                      Anche se questi sono passaggi di verità, non crediate che siano storie; sono verità per abituarvi a capire la realtà che trascende i limiti del tempo. Dovete smettere di pensare in termini di successione, la realtà trascende anche la successione, in quanto “tutto è”.

                    • Caro Mario, anche la “vibrazione” del tuo essere mi raggiunge spesso. Qualche giorno fa ho messo su carta le riflessioni che seguono e che volevo inviarti insieme con altre che si sarebbero fatte sentire durante il proseguimento della lettura. Colgo l’occasione per inviartele adesso.
                      E’ pur vero che “ognuno interpreta ciò che a lui fa più piacere sentire”. Mi sono però stati evidenti due tratti evangelici in questi passaggi:
                      ●“Sembrerebbe che, dopo quanto è stato detto, diate ancora importanza al soggetto persona e non alla collettiva manifestazione di Dio…”… “Invece noi diciamo che la preghiera deve essere intesa nel senso universale, cioè rivolta a tutti…” (pagg. 106-107). Ecco allora il Padre Nostro. Preghiera corale che abbraccia le intere dimensioni delle esistenze, raccoglie Tutto e Tutti.
                      ●“Dio è tra noi ed in noi e contemporaneamente ci trascende tutti” (pag. 107). Ecco la Vite e i tralci. Innestati nella Vite, nutriti dalla sua linfa vitale. Eppure egli è Altro, “…si manifesta attraverso noi e allo stesso modo è al di fuori di noi…”.
                      Per quanto riguarda ciò che mi hai trascritto dell’ultima parte del 3° libro (non ancora ci sono a quelle pagine. Eppure la tua indicazione mi raggiunge nel “tempo giusto”, dopo che procedendo con la lettura, ho avvertito riportato in modo sintetico nel brano che hai qui estrapolato ciò che mancava e rendeva ancor più chiaro quanto avevo letto fino ad ora) ti parlo da ciò che ho vissuto. Quelle che sono state le mie esperienze più sentite, non sono mai andate via. Anche quelle che per motivi diversi volevo far tacerne la voce. “Tutto è”. Tutto resta. Rimane la stessa vibrazione con la quale son state vissute. Il Tutto si dipanava così: ogni passaggio era già in quello successivo. E “l’ultimo” portava in se il respiro di quanto l’aveva preceduto. E’ davvero l’Assoluto.
                      Cerco inoltre non una risposta alla tua domanda finale, ma una specie di ascolto. Quindi più che soffermarmi sul giusto, umano, comprensivo “perché?” sposto lo sguardo sul talento, sul dono che ti è stato dato. E ne resto meravigliato. E forse la “risposta” è tutta in questa meraviglia.
                      Io intanto dai miei 58 anni, parafrasando una bella canzone di Gino Paoli, continuo a dire “…e sono ancora qui/ qui con le mie domande/ e sono ancora qui/ cosa farò da grande?…”
                      Ti abbraccio con fraterno affetto e ti allego una mia foto, così entrambi abbiamo avuto modo di vedere la “materia” dalla quale vien fuori questo nostro sollecitarci a vicenda.
                      Antonio

                    • Caro Antonio, ti invio questa preghiera che ho ricevuto in una comunicazione tempo fa.
                      Un forte abbraccio fraterno
                      Mario

                      PREGHIERA

                      Aiutami o Signore ad illuminare il mio e il cammino di tutti i fratelli per avvicinarci sempre di più a Te e quindi togliere tutte le sofferenze che il nostro corpo mentale costruisce. Dammi, o Signore, la forza di camminare insieme agli afflitti e a tutti i fratelli che non hanno di questa Luce che qui si manifesta. Dammi o Signore la gioia di vedere la Tua Luce, la Tua Grazia, affinché possiamo vivere tutti uniti in un sol Tutto ed Eterno che sei Tu, o mio Amore, o sommo Padre.
                      Dacci la gioia di tutto questo.
                      Amen.

                    • Grazie Mario anche per quest’ulteriore limpida preghiera, come fessure dalle quali filtra Luce.
                      Ieri aprendo il computer di casa inaspettatamente e senza un’evidente causa tecnica o umana, s’è visualizzata la pagina iniziale del tuo pdf che avevo scaricato tempo fa “La vita per la vita”. Ho ripassato allora mentalmente una preghiera, forse meglio dire una lode, che avevo messo insieme un po’ di tempo fa “rimasticando” la preghiera dell’Eterno Riposo. Fa così: “L’Eterno Amore doni a loro, o Padre/ E splende a essi la Tua Luce perpetua / Riposano in pace e sazi, in Abbondanza di Vita/ Amen.”
                      Sempre un saluto affettuoso e fraterno.
                      Antonio.

                    • Caro Antonio
                      Pensiero della settimana
                      Il “risveglio” è una fase liberatoria. Ci si sente liberi e lo spazio, il tempo e tutte le strutture umane vengono a cessare e siamo veramente liberi di vivere una vita in tutto ciò che desideriamo. Per esempio: possiamo essere dove vogliamo, il nostro desiderio di una qualsiasi cosa viene vissuto immediatamente. Lo spirito esiste sempre. E’ come la luce del sole. Il sole esiste sempre, anche quando voi siete chiusi in una stanza. Create il buio credendo di oscurarlo, di non vederlo, ma il sole c’è sempre e i suoi raggi di luce attraversano le oscurità del mondo. Dovete convenire che fate così quando non vedete più la luce dello spirito, cioè quando siete nel vostro corpo. Il corpo è come la stanza che non vi fa vedere la luce, ma quando siete spirito, in base a ciò che siete, vedrete sempre la luce. Non esisterà più il giorno e la notte. Sarete tutti così nel momento del “risveglio”, dopo il torpore della vostra esistenza terrena. Naturalmente questo accade ogni volta che ritornate nella casa celeste.

                    • Caro Mario, caro giovane Mario,
                      ti scrivo, stavo preparando l’inoltro…e contemporaneamente mi raggiunge la tua mail………
                      La continuità della Vita l’ho sempre sentita come un “fatto” del tutto naturale, quasi “ovvio”. Ciò che è chiamata morte, lo avverto in profondo contrasto con l’essenza più profonda che tutti portiamo dentro, quasi fosse una sconosciuta… che dire!?…credo che quel che è respiro, battito, scavalca e ingloba di gran lunga ogni balbettio umano.
                      Ho terminato la lettura del libro. In esso ho riconosciuto e ascoltato alcuni passaggi che parlavano proprio a me, in quel momento. Termino condividendo con te questo pensiero di alcuni giorni fa: essendo riflessi, emanazioni divine, tutti portiamo dentro in modo ancestrale il ricordo di una pienezza e di una gioia vissuta. Ed ecco che la ricerchiamo quotidianamente (sempre che non siamo assopiti da sovrastrutture) attraverso la fucina di ego della nostra mente, affamati di Vita.
                      Fraternamente ti abbraccio.
                      Antonio.

                    • Caro Antonio ti invio una riflessione:

                      L’esperienza rimane sempre presente a seconda del “sentire” di ognuno che in essa è rappresentato. “Tutto è” presente, sentito, vissuto dall’Assoluto.
                      Solo l’individuo per circoscrizione di percezione, di consapevolezza ha il senso del trascorrere, del passare, ma in realtà così non è, in quanto “tutto è”.
                      Anche se questi sono passaggi di verità, non crediate che siano storie; sono verità per abituarvi a capire la realtà che trascende i limiti del tempo. Dovete smettere di pensare in termini di successione, la realtà trascende anche la successione, in quanto “tutto è”.

                    • Caro Antonio ti invio un messaggio relativo a: Corpo – Anima – Spirito

                      Continuiamo la spiegazione relativa al “risveglio” che, in definitiva, avverrà per ognuno di voi quando, passate le varie fasi del trapasso, vi troverete ad un “risveglio” completo. Quello sarà il momento finale del riassorbimento nello spirito. È in quella fase che vi renderete conto di tutto ciò che siete definitivamente in spirito, “sentirete” ciò che rappresentate realmente in quel momento. In tutte le altre fasi siete sì sempre voi, ma la coscienza di ciò che siete veramente è solo approssimativamente realtà. Perciò, se andiamo ad analizzare bene, ciò che siete ora non è che la infinitesima parte di chi siete realmente.
                      Quindi alla parola “risveglio” si deve necessariamente dare un significato profondo. In realtà le vicissitudini della vita vi portano a vederlo solo nel lato individuale del termine e quindi fuori da tutto il contesto spirituale che, da varie parti e con diversi contenuti, andiamo ad illustrare.
                      Naturalmente tutto questo dire vi farà fare, almeno spero, delle riflessioni necessarie le quali, anche se diverse per ognuno di voi, porteranno comunque dei risultati. Se così non fosse, il nostro dire sarebbe una illustrazione senza senso. Voglio aggiungere che anche il contrasto rientra nella riflessione perché, se una cosa detta non viene condivisa in quel momento, esiste una riflessione su ciò che credete e su ciò che viene detto.
                      Spesso sentiamo nel vostro intimo che siete in disaccordo su quello che viene manifestato, sia in questo contesto sia in altri. Dovete essere certi che anche questo ha uno scopo preciso, cioè quello di mettervi in contraddizione tra di voi per poi infine fare appunto “riflessione”. Credetemi, cari fratelli, ognuno deve fare per sé e con gli altri la propria riflessione.
                      Quindi cosa si intende per “risveglio”? La completa realizzazione del proprio sé spirituale. In quel preciso momento, state attenti a ciò che sto dicendo, avrete la completa consapevolezza che tutte le creature, i fratelli che avete contattato nella vita, non sono che riflessi del vostro essere spirituale. Cosa vuol dire in sostanza? Vuol dire che la luce che emana il vostro spirito si congiungerà, si unirà con la luce di tutti quei fratelli che avete incontrato e solo allora saranno insieme a voi in quell’unione di luce. Ecco cosa vuol dire essere in comunione.
                      Ripeto, dopo la vostra dipartita e dopo aver lasciato il corpo, avrete tutte le fasi del trapasso. Quando sarete in grado di fare il vostro esame e lascerete definitivamente l’ultima esperienza, potrete infine arrivare al “risveglio” che intendo farvi comprendere. Tutte le fasi precedenti sono transitorie. Ciò vuol dire che mantenete la vostra essenza spirituale, ma non risvegliata da tutte quelle esperienze avute dalle vite precedentemente vissute.
                      Ora potete comprendere meglio quando, parlando con un’entità che si manifesta e si identifica con un nome che voi conoscete, nasce in voi il sospetto e il desiderio comprensibile di chiedere: ma chi sta veramente comunicando se è stato spiegato che, avvenuto il “risveglio”, si è un “tutto uno” con le esperienze passate? È stato portato proprio qui l’esempio di cosa credere se un’entità si manifesta dicendo: “sono Verdi”, “sono Dante”.
                      Ebbene, una volta avvenuto il “risveglio”, la luce che contiene le varie individualità non annulla tutto ciò che si è stati. La luce è luce di conoscenza e quindi può identificarsi con esse. Cioè è la spirale che contiene i vari punti che formano le linee, quindi le nostre esistenze, perciò si ha la visione di tutti i punti che ha vissuto l’individuo spirituale. Se nella spirale io, per esempio, ho una visione di cento punti che ho vissuto, è naturale che, quando voglio, posso sapere quali sono state le mie individualità corporali, cioè le centovite vissute. Pertanto quando vengo chiamato per essere interrogato nella vicenda che riguarda quel punto, quell’esperienza terrena, pur essendo la mia esistenza spirituale formata dalle cento esperienze, saprò senz’altro identificarmi e per farmi riconoscere dirò: “io sono Tizio”, “io sono Caio”.
                      Intendiamoci, con questo non mi voglio identificare spiritualmente con quel nome, proprio perché la mia struttura spirituale per arrivare a quel punto ha dovuto, per necessità, vivere varie esperienze. Pertanto quando dico: io sono nei cento punti e in un punto ero Verdi, è chiaro che nel momento della manifestazione dirò: sono Verdi, ma non mi identifico in quel nome. Altrimenti posso dire che sono Verdi per un solo punto, invece ho spiegato che rappresento i cento punti.
                      Mi sembra giusto in questo momento poter spiegare meglio, avendo parlato del “risveglio”, la risposta data precedentemente su chi era Verdi e chi era Dante. Tuttavia, non rappresentando un solo punto, ma tutti i cento punti, ecco che perdo contemporaneamente la mia individualità “personale” di Verdi e assumo la mia individualità spirituale. Ora mi sembra di aver chiarito il concetto.
                      Questa consapevolezza di avere quella luce necessaria per comprendere tutti i cento punti che rappresentano una piccola parte della spirale, avviene appunto nel momento del “risveglio”.
                      Sono certo infine che qualcosa resta in voi attraverso questa spiegazione, per alcuni semplice e lineare, mentre per altri molto contorta, ma in grado di lasciare un barlume di luce. Quando avverrà il “risveglio” della vostra vita sappiate che queste informazioni vi sono arrivate perché, come sapete e per quanto mi riguarda, il caso non esiste e quindi resteranno in voi come un monito. Quando raggiungerete il “risveglio”, vi serviranno a comprendere tutto ciò che avete vissuto. E tanti tasselli, tanti frammenti, tante informazioni serviranno tutte proprio nel momento di quel “risveglio”.
                      Il nocciolo della questione è sempre questo: se credete che in questo corpo, in questa mente, esista o meno lo spirito. Supponiamo quindi che esista lo spirito, altrimenti, come è stato detto, è tutta evanescenza e quindi nulla. Andiamo avanti, anche se in questo momento non viene attuato il cambiamento di ciò che viene emanato, perché la vostra mente non lo attua. Per noi non ha nessuna importanza. Perché dico questo? Perché la notizia, l’informazione, la nozione, il ragguaglio, l’insegnamento, l’annunzio, la novità, per la vostra necessaria trasformazione non ha i tempi come li considerate voi. I tempi per lo spirito non esistono.
                      Vi porto un altro esempio: quando vivete accanto a fratelli che hanno esperienze diverse dalle vostre, sia in modo infelice, di sofferenza, sia in modo felice, non è che quei modelli di vita non restino in voi, pur continuando a vivere, come fate il più delle volte, la vostra stessa vita.
                      Cosa voglio dire? Voglio dire che quelle esperienze che vi giungono dalla vita degli altri e tutte le altre che giungono attraverso questi messaggi, se non vengono comprese oggi, cioè messe in pratica con un comportamento di comunione spirituale, vanno perdute? Eh, no! Nulla va perduto e tutto resta sia nell’Immanente sia nel Trascendente.
                      Pertanto quando avverrà il famoso “risveglio”, voi avrete la consapevolezza di quanto siete stati capaci di ampliare la vostra luce; il vostro sé spirituale, che prima era, supponiamo, di cento punti, ora potrete farlo diventare di cento e un altro punto, oppure rimanere a cento. Però, miei cari fratelli, dovete convenire che esiste una differenza sostanziale: avrete appreso l’esistenza di altre informazioni che vi sono state date attraverso queste comunicazioni e le esperienze degli altri fratelli. Siate certi che in quel “risveglio” sarete in grado di avere la certezza assoluta di cosa vi si prospetterà nella prossima vita che dovrete avere. È chiaro che tutto quello che non volete comprendere ora, lo comprenderete in altre esistenze di vita.

                    • CARO MARIO, DI SEGUITO IL PASSAGGIO NEL QUALE IL MIO SENTIRE ATTUALE SI E’ RICONOSCIUTO. TI SALUTO CON FRATERNO AFFETTO. Antonio
                      “… avrete la completa consapevolezza che tutte le creature, i fratelli che avete contattato nella vita, non sono che riflessi del vostro essere spirituale. Cosa vuol dire in sostanza? Vuol dire che la luce che emana il vostro spirito si congiungerà, si unirà con la luce di tutti quei fratelli che avete incontrato e solo allora saranno insieme a voi in quell’unione di luce. Ecco cosa vuol dire essere in comunione.”

                    • Caro Antonio, è giusta la tua interpretazione, ma in questo messaggio è significativa l’esposizione delle varie esperienze che rivedremo dopo aver lasciato l’anima e avviene così il risveglio del nostro sé spirituale.
                      Con affetto fraterno Mario

                    • E allora caro Mario fa “riflessione” insieme a me. E’ opinione diffusa che non basta una vita per fare esperienza e che purtroppo la conoscenza matura in noi quando le forze del corpo indietreggiano.
                      Aggiungo anche che non basta una vita per saziarci di vita. Più riusciamo a gustarla e più la vorremmo gustare. Nati per la vita e per vivere ancora, sempre, senza tempo. Forse però questo mio sentire potrebbe nascere anche da un probabile “vagabondaggio” di esistenze (“animorinato”, uno degli anagrammi possibili del mio nome e cognome, la potrebbe dir lunga sull’asserzione).
                      Mi domando se la questione della reincarnazione possa anche passare attraverso quelle che secondo il vangelo di Giovanni furono le ultime parole di Gesù sulla croce: “TUTTO E’ COMPIUTO!”. Se qui nella nostra quotidianità sentiamo anche noi di poter dire tutto è compiuto, sarà allora prossimo il tempo del riassorbimento nello spirito? Altrimenti – perché no?! – ci si può abbandonare con fiducia all’energia creativa del Padre, al suo mistero, alla sua libertà?
                      C’è bisogno della sua Misericordia per essere senso, fioritura.
                      Con fraterno affetto, Antonio

                    • Caro Antonio, rispondere ai tuoi interrogativi credo che sia difficile per me. Una cosa sento di dirti, io sono un tramite, quello che ricevo lo trasmetto a chi ne ha bisogno. Non difendo ciò che va oltre il mio sentire, il mio compito finisce qui. Come mi hai detto nel primo messaggio alcune volte resto un “bambino” con tanti problemi da risolvere.
                      Con affetto fraterno
                      Mario

                    • Caro Mario, essere un tramite ha fatto fiorire le tue capacità di ascolto (sentire la musica e attraverso di essa aprire il canale di contatto, richiedeva un orecchio/cuore ben fine). Penso che questo dono che ti è stato dato tu lo viva ancora con stupore, avvertendo tutta la responsabilità di custodire e far crescere gli orizzonti che ti erano mostrati. Ricevi ancora contatti?
                      Anch’io prendo da essi ciò di cui ho bisogno. A volte leggendo ho avuto conferma del punto che avevo raggiunto. Altre volte erano come epifanie di ciò che mi parlava dentro già da un po’ e che ancora dovevo raggiungere. Inoltre hanno un fondo di delicatezza, si propongono con tale mitezza che altro non sono che una fonte di bene per chi vuole attingere. Sempre un fraterno abbraccio (specie in questo tempo di “distanziamento sociale”. Se non ci si abbraccia, si è davvero morti) al “piccolo” Mario dalla saggezza antica. Ti sono vicino con la preghiera.
                      Antonio

                    • Grazie Antonio, per le tue parole e preghiere . Ti invio, sperando di farti cosa gradita, la testimonianza della mia esperienza che fu pubblicata sul Giornale dei Misteri.
                      Con affetto fraterno
                      Mario

                    • Che storia Mario, proprio come la trama di un film! Mi è di riflessione il fatto che tutto ha avuto inizio – e inizia – da una affettività. Da un dolore – la porta stretta e angusta da attraversare – che non viene meno su se stesso ma diventa motore di spinta alla ricerca.
                      Sempre buona vita, Mario!
                      Fraternamente ti abbraccio.
                      Antonio

  2. Salve, mi chiamo Claudio, sarei interessato (se possibile) a ricevere i vostri libri in formato cartaceo, se disponibili.
    Un caro saluto.
    Claudio.

    • Gentile Claudio, Ho terminato i libri cartacei. Però in questi giorni mi hanno promesso che mi restituiscono alcune copie . Se mi mandi il tuo indirizzo quando potrò te li spedirò gratuitamente. Scusami ma per il momento non posso. Se vuoi puoi leggere e scaricare gratuitamente sul mio sito https://www.mariodelgiglio.com. Posso chiederti come sei arrivato a me?
      Un fraterno abbraccio Mario

      • Salve Mario, attenderò… Sono un’amante della carta stampata e dei libri.
        Sono venuto a contatto dei suoi insegnamenti attraverso Mirella Restuccia, che ho avuto modo di conoscere, ( non personalmente) ma attraverso le interviste e le conferenze su YouTube.
        Ho 49 anni e vivo a Torino.
        Da circa 25 anni sono alla ricerca di un senso e di uno scopo e del significato esistenziale umano.
        Sono andato in India con mia moglie per diversi anni. Ho incontrato Sai Baba e i suoi insegnamenti. Mi sono appassionato degli insegnamenti dei maestri orientali di Advaita e ho conosciuto ( visto che ha avuto modo di interagire con lui) Padre Anthony.
        Poi nel 2009 ( ma fin da ragazzino, sottovalutando l’esperienza) ho iniziato ad avere esperienze extracorporee. Tutto questo mi ha portato a dare un significato più “personale” alla mia esperienza sottile.
        Poi sono venuto a conoscenza degli insegnamenti del Cerchio Firenze 77 e sono letteralmente esploso, dai significati e dalla logica dell’insegnamento.
        Poi l’entità A con i suoi insegnamenti, grazie a Vitaliano Bilotta.
        E adesso, per rimanere a bagno con ciò che sento intimamente ed ispirato interiormente,vengo a conoscenza dei suoi insegnamenti che forse hanno un carattere similare con gli altri a cui sono venuto in contatto, ma ne sento un bisogno chiarificatore.
        Un abbraccio caro Mario.
        Claudio

        • Gentile Claudio, come ho già spiegato non so quando potrò mandarti i libri. Nel frattempo ti invio la mia storia. Posso sapere come hai conosciuto Padre Anthony?
          Con affetto fraterno Mario

          • Ho assistito ad un paio di conferenze qualche anno fa ( prima del suo trapasso) a Torino, poi mi sono interessato dei suoi insegnamenti e dell’importanza che attribuiva all’ecumenismo.
            Padre Anthony nonostante i suoi anni aveva un’energia penetrante e viva! ho avuto modo di leggere la tua storia e la tua testimonianza, e per questo te ne sono grato.
            Ho trovato molto interessante il concetto di spirale; tra il divenire e l’essere…
            Hai parlato di Amedeo Rotondi; che “casualmente”ho iniziato a rileggere una settimana fa, nello specifico, il libro: la presenza Divina in noi.
            Circa cinque anni fa ebbi modo,con mia moglie, di andare alla libreria delle occasioni, gestita dai nipoti.
            Un altro aspetto che trovo illuminante negli insegnamenti medianici è il sentire,che a mio avviso ( da quanto ho capito) raccoglie l’intera identità del soggetto e che quindi non può sottrarsi alle proprie responsabilità evolutive, cioè è destinato ad evolvere.
            Proverò a scaricare i downloads dei tre volumi.
            Un caro saluto, a presto .
            Claudio

            • Caro Claudio, meriti di leggere almeno l’ultimo libro che ho ritrovato “ Tutto è, dall’illusione alla realtà spirituale”. Quando posso te lo spedirò è il mio regalo per Natale. Credo che tu abbia già quel “sentire” che serve per comprendere i monologhi.
              Con affetto fraterno Mario

              • Caro Mario,sono commosso. Cercherò di custodirlo con cura, nel mio cuore. Sei il faro di cui avevo bisogno; sballottato dalle tumultuose onde della materialità e dalla propaganda spirituale; prenderò questo tuo regalo come un porto sicuro!
                Un abbraccio,caro e cari Amici…
                Claudio

                • Caro Claudio, ti ho spedito oggi il libro. La cosa che mi ha colpito di te è stato quando hai compreso che cosa è il “sentire”. Nei miei primi contatti mi dissero: “Il sentire è alla base di tutta la concezione spirituale”. Allora, credimi, non sapevo cosa fosse. Un’altra cosa importante, che a molti sfugge mentre tu lo sottolinei, è il concetto di “spirale”, si evidenzia e lo spiegano bene nel secondo libro, quando trattano i piani di esistenza.
                  Con affetto fraterno Mario

                  • Caro Mario, sono felice come un bambino, che aspetta il dono natalizio. La sensazione dell’attesa di ricevere un dono, tanto sentito, risale alla mia infanzia, quando i veli dell’innocenza e del controllo erano assenti e disponibili alla scoperta.
                    Riguardo al sentire, intuisco che è l’unica vera direzione che l’uomo può percorrere; di permettere a se stessi di essere onesti nei confronti delle proprie tendenze ed inclinazioni. Non possiamo prenderci in giro di fronte al nostro intimo. Quando finiremo con le giustificazioni, inizieremo con le responsabilità. La responsabilità di farci carico della propria esistenza e di quelli che avviciniamo.
                    Un altro punto è l’assenza di tempo,che comprende ogni tempo relativo; è come se la mia personalità non avesse nessun appiglio concreto a cui aggrapparsi. In parte mi destabilizza, ma dall’altra mi dà un senso di espansione e di potere, non un potere di dominanza, ma di espressione, di Essere.
                    Ti abbraccio, caro amico!
                    Claudio

                    • Caro Claudio una mia riflessione : A proposito di ciò che sta accadendo il tutto il mondo. Poiché credo che “nulla nasce a caso”, ogni cosa che accade nella nostra vita ha un senso profondo e deve portare ognuno di noi ad una riflessione. Vi dico ciò che ho pensato: Andiamo a fare un viaggio con la macchina, tutto è sereno, il proposito di vedere cose nuove ci porta ad essere allegri e pieni di speranza. Però avviene qualcosa di imponderabile. Nel momento in cui stiamo attraversando una galleria in autostrada, la macchina improvvisamente si ferma. Non comprendiamo cosa sia successo. Nessuno passa. Tutto resta sospeso. Non
                      sappiamo cosa fare, le luci vanno via e noi siamo nel pieno dubbio non sapendo come uscirne fuori. Inizia la paura, dopo subentra l’ansia e anche il panico. In quel momento però avviene qualcosa di inaspettato, una intuizione, una visione, e subentra una cosa inaspettata, appunto una riflessione e una certezza inconfutabile: Abbiamo lasciato dietro di noi la luce prima di entrare nella galleria e siamo sicuri che la ritroveremo alla fine della galleria. Ora per il momento con “consapevolezza” dobbiamo saper aspettare ma con la certezza assoluta che ritroveremo la “luce” che ci permetterà nuovamente di continuare il nostro cammino.

                    • Grazie Mario. Avrei voluto porti questa domanda qualche giorno fa, e”casualmente”, una riflessione in merito. Molto significativa l’esempio della galleria…
                      Ho iniziato a leggere il tuo primo libro ( che ho scaricato); riguardante le comunicazioni affettive dei trapassati, ed ogni tanto apro a caso il libro: “Nel triangolo il mistero”. Come già anticipato, sento una chiarezza e una fluidità nel proponimento di questi insegnamenti, semplici e profondi.
                      Ma ciò che mi colpisce è il concetto di spirale; un’intuizione simbolica, che spazza via molte parole, lasciandoti al tuo sentire.

                      Quando arriverà il tuo libro, ti invierò un messaggio.
                      Un caro saluto,a presto.
                      Claudio

                    • Caro Mario, oggi è arrivato il tuo libro e per me è un giorno speciale; l’anniversario di matrimonio, che risale a 9 anni fa; siamo partiti nel 2011 in India, per 40 giorni .
                      Tutto ha un significato profondo; basta essere attenti e saper leggere… I numeri, le coincidenze, i colori, e vari aspetti della vita, hanno una determinata vibrazione, corrispondente alle proprie affinità.
                      Posso dirti che ti sono grato, e leggerò cercando di sentire nel profondo di me stesso l’informazione dei messaggi. Spero di poter contraccambiare;in qualche modo. Se verrò a Roma e tu vorrai, ti offrirò un caffè…
                      Un abbraccio e tanti cari auguri a te e famiglia.
                      P.S.
                      Questo ritardo è atteso…

                    • Caro Claudio, sono contento per te. Vedi, per quanto dici riguardo ai numeri e le varie coincidenze, ti posso dire che tutto ciò che mi ha accompagnato nella mia vita è stato il numero 9. Non sto a dirti tutte le “coincidenze” ma come sappiamo il caso non esiste. Tempo fa uscì un articolo sul Giornale dei Misteri dove il dr. Proclamato dimostrava che tutte le opere confluivano nella numerazione dell’otto. La mia Guida di allora era Leonard, mi disse di leggere in modo diverso e tutto combinava con il 9. Te lo invio così capirai che nulla nasce a caso. Siamo collegati gli uni agli altri. C’è chi comprende (sentire) e chi comprenderà in altri fotogrammi. Importante è saper prendere e saper dare. Un suggerimento mi permetto di darti: non esistono tre libri, il libro è uno. Nel primo libro pag.278 c’è una spiegazione che, se compresa, la ritroverai in tutto il complesso della mia esperienza. Sapere-conoscere-Essere. E’ l’insegnamento che dobbiamo avere sempre in mente. Ti ringrazio dell’invito del caffè, ma credo che bisogna conoscere i “mandanti” e non l’esecutore. Auguri per tutto a te e alla tua famiglia. Mi farà sempre piacere dialogare con te avere le tue impressioni.
                      Con affetto fraterno Mario

                    • Ancora grazie, Mario. Il tuo umile dire, come ” esecutore “, non può che essere dello stesso livello coscienziale dei “mandanti”…
                      Sento che il contatto con gli insegnamenti delle guide e con te, hanno una risonanza profonda. Intuisco una sorta di ” iniziazione”, attesa da ” tempo” , anche se ci muoviamo nell’eternità.

                      Ho seguito il tuo suggerimento in relazione alla pagina 278 del tuo primo “libro” ( anche se come dici, i tre libri confluiscono in uno).
                      Da questa riflessione mi sono reso conto che molte forme tradizionali e di approccio spirituali, rimangono confinate nel ambito del sapere e del conoscere, invece lo scopo ultimo è l’Essere, l’essenza.
                      Nella a pag.278 l’entità dà in poche parole una definizione dell’intera ricerca spirituale, o meglio, il senso ed il significato della nostra esistenza. Rifletto, e tanti saperi ascoltati, non sono che parole udite, e non sentite, un bagaglio di informazioni da sfoggiare. Anch’io cado in “quest’errore” tra il sapere ed il conoscere, anche se funzionale ai fini dell’evoluzione, ma questi “semplici” messaggi hanno un potere chiarificatore e profondo. Credo che il sentire sia una vibrazione che si allinea con la propria intima natura.
                      Ho accumulato molte conoscenze e saperi, attraverso le letture e i vari incontri con maestri ed esperienze meditative, sono andato a conferenze, di vario genere, ma c’era qualcosa di ripetitivo in tutto ciò;forse non mi sono mai soffermato sul Sentire. Questo incontro con il tuo insegnamento mi ha riportato umilmente al centro di me stesso; provo un certo Amore “reverenziale” per le entità e per il tuo donare.
                      P.S Il libro che mi hai inviato: tutto è, dall’illusione alla realtà spirituale, per il momento sento di non leggerlo. Grazie per la dedica. Continuerò ad approfondire gli altri due libri, cioè uno…
                      Con gratitudine, Claudio.

                    • La particolarità dell’insegnamento di Mario e delle entità ( per quanto ho compreso), è di arrivare ad ispirare l’intuito, mettendo da parte quell’aspetto mentale e speculativo che solitamente è presente in molti percorsi spirituali . A volte l’impedimento maggiore è di cercare di capire un concetto spirituale con lo strumento mentale, invece in questi messaggi arriva un’ immediatezza di significato, i cui contenuti sono semplici,chiari e profondi.

                      Con gratitudine.

                      Claudio

                    • Caro Claudio ti ringrazio delle belle parole, ma confermano ciò che le mie guide mi hanno sempre detto: “Le persone che ti contattano non sei tu che le hai cercate ma siamo noi che te le mandiamo”, e l’altra “Il libro va dove è atteso”.
                      Con affetto fraterno Mario

                    • Caro Claudio, tutto bene? Ancora non hai iniziato la lettura del 3 libro?
                      Un caro saluto
                      Mario

                    • Caro Mario, mi leggi nel pensiero? Ti penso, durante il giorno… Stavo preparando una mail e te la invierò.
                      Sento una connessione intima.
                      Volevo iniziare a leggere il tuo libro, ma come accennato ti invierò la mail.
                      Sei la cosa più manifesta e sentita che mi sia accaduta.
                      A presto,caro amico di sempre…
                      Claudio

                    • Ciao Mario, spero tu stia bene.
                      Procedo con le letture dei messaggi contenuti nei due primi libri e sento che questi insegnamenti vivono, attraverso la vibrazione contenuta nelle parole, ed avverto, e sento, il tuo amore, la tua umiltà e la tua disponibilità come forma di Verità manifesta.
                      Ho avuto modo di vedere sul canale di Evolvenza un filmato sulla realtà dei fotogrammi e le Entità chiariscono che ognuno di noi si trova in determinati punti del film; chi nel primo fotogramma, chi nel mezzo e chi alla fine.
                      Questo mi ha colpito perché non ho saputo darmi una risposta, o meglio, non sono riuscito ad identificarmi stabilmente in uno di essi. A volte mi sento nel mezzo, altre nell’ultimo, per poi ricadere nel primo. Suppongo che questo sia dovuto ai molti aspetti della mia personalità, dove emerge l’orgoglio, il dubbio, la poca umiltà e tutto questo mi fa perdere l’ancoraggio nello Spirito o nel Sè interiore.
                      Anche le esperienze extracorporee, hanno cambiato i parametri della mia vita, dandomi la certezza che la morte è un semplice cambio di stato, determinato da un’accelerazione vibratoria della coscienza, che prende ” forma” di sé attraverso un corpo di luce, interagendo con campi di frequenze ma, nonostante tutto ciò, mi trovo spesso in confusione; da una parte mi sento tirare giù dalle forze dell’ego e poi ho dei momenti di chiarezza, come se avessi compreso, senza ragione, molte cose…
                      Credo che la materia e le sue manifestazioni abbiano un fascino sulla personalità, ma poi nasce l’interrogativo al senso di tutto ciò; perché?
                      Poi la forza “misteriosa “, invisibile, con i suoi fenomeni inspiegabili e la manifestazione di una realtà più vasta, rispetto al limite della materia.
                      Mario, come posso conciliare queste forze?
                      Cercherò di richiamare l’attenzione : SAPERE- CONOSCERE- ESSERE
                      P.S.
                      Come ti ho accennato, mi hai anticipato, per quanto riguarda la lettura del terzo libro… Avrei voluto parlarti, ma la risposta è arrivata in forma sottile.
                      Grazie per la tua premura e disponibilità.
                      Un sentito abbraccio!
                      Claudio

                    • Caro Claudio, tu ed altri fratelli che mi scrivono mi fate comprendere che nei messaggi, come ci hanno insegnato i nostri fratelli, ci viene detto: “ Ecco perché si dice che dovete sviscerare (studiare esaurientemente) attraverso le parole, il pensiero trascritto. Il linguaggio è importante, ma dovete andare in profondità per poter “sentire” il pensiero trasmesso”. Detto questo comprendo che non basta una sola lettura per “sentire” il messaggio ma stare attenti alle esemplificazioni di un concetto con similitudini e metafore. Per esempio nella “spirale” viene detto che noi siamo un punto che unito ad un altro formiamo una linea e questa linea prosegue in senso orizzontale fino a formarsi all’infinito come una spirale. L’altro esempio fotogramma-immagine e film, è stato spiegato che in un fotogramma esistono varie immagini e ogni immagine rappresenta ognuno di noi dando così la possibilità a gruppi di famiglie spirituali di evolversi. Nel campo delle famiglie spirituali è stato portato l’esempio del Teatro, cioè ogni gruppo di famiglia è come se stesse recitando ognuno il proprio ruolo e così via. Un’altra chiarificazione è stata data per quanto riguarda la differenza sostanziale tra personalità e individualità spirituale. Quindi come vedi dopo il SAPERE-CONOSCERE-ESSERE del primo libro, nel secondo troverai queste spiegazioni. Per agevolarti nella lettura ti inserisco la raccolta (trattata in più incontri) che ho unito in una sola spiegazione FOTOGRAMMA-IMMAGINE E FILM. Spero così ti sia più facile la comprensione. Ecco perché è importante assimilare tante cose scritte nei primi due libri per comprendere infine i monologhi del 3 libro.
                      Per quanto riguarda l’aiuto che mi chiedi ti posso assicurare che tutta la mia esperienza è stata un’alternanza di dubbi e certezze. Ti porto a testimonianza quello che mi disse la mia cara e dolce Suor Lucina nel lontano 1985: “ Caro Mario il dubbio lo devi portare fino alla fine della tua vita. Il giorno che penserai di aver raggiunto la Verità inizierà la tua discesa. Ricorda Dio è una Sorgente d’Acqua quando abbiamo sete andiamo a bere ma non potremmo mai esaurirla”. Questo ho fatto in tutta la mia vita. Ricerca con la massima umiltà.
                      Buona lettura
                      Con affetto fraterno Mario
                      “Parliamo del fotogramma.
                      Voi, per il percorso della vostra vita, avete scelto di entrare in un fotogramma. Tutta la vostra vita è in relazione a quel fotogramma. Una volta terminata la vostra esistenza scoprirete tutta “l’immagine”, in esso contenuta, che voi avete vissuto. Ma quel fotogramma non lo avrete minimamente trasformato perché, tutte le vicende in esso contenute, esistevano già in quanto facevano parte del film. Ecco cosa significa vivere i fotogrammi. Non possiamo cambiarli ma imparare, accettarli e viverli.
                      Il fotogramma è quindi un insieme di tantissime immagini ed ogni immagine corrisponde ad una esperienza terrena. Pertanto ogni esperienza vissuta è un insieme di eventi fissati in un fotogramma; l’insieme delle vite, e quindi l’insieme dei fotogrammi, ci porterà a vedere per intero il film che è “uno”.
                      Quando si dice che la vita che trascorrete è una illusione significa che, nel momento in cui la vivete, accettate una realtà già esistente. Quindi vivere più fotogrammi per sapere e poi “sentire” tutto il film. Tuttavia lo stesso film esiste e quindi “tutto è”.
                      Quando si dice: “l’altro non esiste” non vogliamo significare la personalità umana e tutte quelle componenti e differenziazioni che in essa sono contenute e che dobbiamo accettare in quanto non rappresentano il nostro sé spirituale. Sia chiaro che l’altro esiste nella forma umana nel momento in cui sta facendo la sua esperienza e viene rappresentato come una immagine nei fotogrammi che abbiamo spiegato, cioè fotogrammi visivi e non “sentiti”. I fotogrammi esistono nella forma visiva ed interiormente fanno parte di quella esperienza in cui tutti noi, nel momento in cui viviamo quell’immagine, siamo rappresentati. Nel momento in cui la viviamo, siamo quell’immagine ma quella stessa immagine fa parte dell’intero film.
                      Naturalmente le varie esperienze restano nella nostra individualità spirituale che rappresenta le varie immagini, i vari fotogrammi che, nel film dell’ Immanente e nel Trascendente, esiste in quanto “tutto è”.
                      Nel fotogramma esistono vari personaggi, che non sono altro che tutti coloro i quali convivono con voi e con voi devono fare l’esperienza. Non tutti i fratelli che incontrate nel vostro cammino spirituale fanno però parte di quella immagine rappresentata in quel fotogramma dove voi siete.
                      Per essere più chiaro: quando incontrate fratelli che non fanno parte di quel fotogramma dove voi siete, dovete avere un rapporto di fratellanza ma, per il momento, per la vostra esperienza, non vi appartengono in quanto fanno parte di altri fotogrammi sempre dell’intero film.
                      Con quei fratelli quindi che non fanno parte del vostro fotogramma il più delle volte non avete nemmeno contrasti perché, pur vivendo umanamente vicino a voi, non riguardano il vostro percorso spirituale, ma fanno parte di un altro fotogramma.
                      Quei fratelli, se pur li vedete, sono immagini riflesse che non vi appartengono nel momento del vostro percorso. Il problema nasce sul come accettare i fratelli facenti parte del vostro fotogramma.
                      Per il momento quindi diciamo: fermatevi al vostro fotogramma e iniziate ad avere il contatto con i componenti (i fratelli) in esso contenuti. Dovete immaginare una grande famiglia ma, rimanendo al vostro fotogramma, potete risolvere o rimandare la vita che avete scelto prima di venire.
                      Mi sembra brutto risvegliarsi e rimanere sempre con la stessa immagine che si ripete fino alla noia. Allora non volete passare ad altri fotogrammi? Penso proprio di sì. Lo stimolo lo avete, ve lo stiamo dando, così più fotogrammi avrete e più potrete vedere una parte del “film”.
                      Ora sapete che la natura delle immagini restano invariate, ma noi possiamo avere la consapevolezza di vederle muovere a seconda del nostro progresso o presa di coscienza. Altrimenti pensate ad un immagine, ad un fotogramma fisso. Non è quello che intendiamo dire. Prendendo un solo fotogramma la visione è limitata a quel fotogramma, ma se abbiamo la sequenza di più fotogrammi possiamo vedere movimento e quindi successione di immagini del “film”.
                      Lo Spirito, valutando tutta l’esperienza che ha fatto nell’intera incarnazione nel suo fotogramma, è in grado di avere la visione di ciò che ha vissuto. Cioè in quel momento è in grado di capire o, per meglio dire, “sentire” se l’esperienza è di ritornare in quel fotogramma oppure passare all’altro dove esisteranno tante altre diverse esperienze da effettuare in virtù delle cause che le hanno prodotte.
                      Terminata quindi l’esperienza del vivere in un fotogramma, che racchiude tante esperienze insieme a tanti fratelli, siete in grado di vedere tutte le immagini, tutti i risvolti in esso contenuti. Ecco che, con questa consapevolezza raggiunta, potrete programmare il ritorno entrando in un altro fotogramma dove sono racchiusi tanti fratelli con esperienze diverse da quelle che avete superato nel vostro.
                      Voglio spiegare meglio per essere più chiaro. All’inizio del progresso spirituale facciamo parte o siamo inseriti nella prima immagine, al primo fotogramma dell’immaginario “film”. Usiamo questo termine, sia ben chiaro, perché è una similitudine (una metafora) per farvi comprendere “l’essenza della vita spirituale”. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che Dio è uno sceneggiatore e un produttore, che, tramite degli attori, vuole vedere se viene bene il suo film.
                      Andiamo avanti. Una volta che abbiamo superato il primo fotogramma, e credetemi tanti fratelli sono ancora ai primi fotogrammi, ecco che si passa al secondo e così via. In questo momento ognuno di voi deve chiedersi in quale fotogramma del film si trova: nei primi, nel mezzo o nell’ultimo? Ognuno, cercando di vedere intorno a sé attraverso tanti fratelli, deve saper riconoscere, attraverso la loro testimonianza di vita che manda segnali spirituali, ed essere in grado di valutare a che punto è del proprio cammino e il fotogramma cui appartiene.
                      Vedete, se potessimo dire quante sono le immagini contenute in ogni fotogramma, avremmo la consapevolezza di quanto è immenso il “film”.
                      Naturalmente per immagine intendo che per ogni fotogramma esistono vari fratelli e per ogni fratello, che ha avuto una propria esperienza, anche voi l’avete vissuta.
                      Ripeto, è un lavoro che ognuno di voi può compiere facendo un esame, una introspezione, guardando attraverso le immagini dei vostri fratelli, anche di coloro che in questo momento non vi appartengono in quanto vivono un altro fotogramma.
                      Cosa voglio significare: in quel preciso momento, se voi aveste già avuto l’esperienza di vivere o di aver vissuto quel fotogramma, sapreste avere la massima comprensione per coloro che sono in quel fotogramma.
                      In queste differenziazioni tra le varie vite di un fotogramma, le vite che state vivendo e le altre avanti a voi, ecco che si manifesta il movimento dei fotogrammi che nel film sono racchiusi e che rappresentano l’intera umanità terrena.
                      E’ la realtà che trascende il mondo dell’illusione e che vi farà vedere tantissime immagini senza doverle più vivere.
                      Ecco che sento già le vostre parole chiedere: come? La risposta è semplice: sarete seduti e vedrete tanti fotogrammi in successione come quando vedete un film.
                      In quel momento nel vedere quasi per intero il film, secondo la vostra visione, godrete e vedrete tutte le esperienze che avete avuto e vissuto come realmente non fossero che una mera “illusione”.
                      Non dovete pensare che i vostri cari che vi hanno preceduto sono più in alto di molti piani, come si diceva un tempo. Ora invece diciamo, come sapete, che i fotogrammi che hanno vissuto li hanno portati a raggiungere una visione che si sta muovendo come un film.
                      In tutto questo non dovete pensare che ci sia separazione tra voi e loro. Sappiate che un tempo, anche se lontano, quando voi stessi avrete lasciato questa Terra piena di tanta tristezza e sofferenza, li potrete vedere e riabbracciare in quanto sia voi che loro sarete di un’altra luce dove la vostra e la loro struttura spirituale avrà la possibilità di vedere oltre per arrivare a completare quel mosaico di fotogrammi che vi consentirà di vedere, non dico tutto il film, ma almeno piccoli frammenti in movimento.
                      È meglio ripeterlo, per non essere fraintesi. Siamo e rimaniamo individui spirituali con la nostra limitazione di coscienza. E la nostra coscienza non si dissolverà in un paradiso assoluto, dove verremo assorbiti nel Tutto. Sono due realtà distinte che si uniranno pur rimanendo separate.
                      Voi sentite il bisogno di vedere i volti dei trapassati, ma quei volti, come i nostri volti, sono luce e più vedrete solo luce e più significherà che lo spirito sarà elevato. E se, nel mostrarsi, uno spirito avrà la possibilità di farsi riconoscere con un’immagine a voi più cara, non dovrà essere identificato in tutto con quella immagine, in quanto in quello spirito confluisce un insieme di tante immagini vissute nelle vite precedenti.
                      E’ meglio però chiarire che la frammentazione del fotogramma è un fatto visivo, come è stato detto. Ora seguendo le informazioni, siete in grado di vedere che dentro un fotogramma esistono tante immagini, cioè tanti percorsi spirituali. Il problema che vi dovete porre è questo: quanti percorsi spirituali esistono in un fotogramma? Tanti per ogni immagine.
                      Immaginate di vedere mille, duemila o tremila immagini in un solo fotogramma. Quindi per ogni immagine esiste una esperienza che dovete vivere e superare per poi passare all’esperienza di altri fotogrammi. Come vedete, non a caso si dice che il cammino è lungo. Importante è che quando incontrate fratelli con cui condividete le stesse esperienze è chiaro che le avete già vissute. Quando invece non le condividete è perché ancora dovete superarle.
                      Ecco, vi suggeriamo una cosa: non è necessario vivere tutte le tremila immagini per passare all’altro fotogramma, ma se per alcune esperienze avrete la comprensione per assimilazione, potrete passare comunque ad un altro fotogramma e superare più esperienze sempre di varie immagini.
                      Non è detto quindi che dovete farle tutte ma, ripeto, la comprensione del “diverso” da voi e la comprensione di tutti coloro che vivono esperienze dolorose, vi porterà al superamento di tante esperienze di quel fotogramma.
                      Quindi se avessimo la partecipazione al dolore, cioè, anziché allontanare chi soffre, offrire la nostra compartecipazione attraverso la nostra persona, attraverso il nostro Spirito caritatevole senza bisogno di richieste bensì per il nostro “sentire”, allora, cari fratelli, potremmo accelerare il passaggio da un fotogramma ad un altro senza aspettare vite e vite per vedere questo film che, come abbiamo già detto, è solo una metafora.
                      E’ quindi con questi pensieri che si può accedere per aiutare, non solo pensando egoisticamente a coloro che abbiamo conosciuto in Terra come fratelli facenti parte del nostro fotogramma. Se un altro fratello è venuto a partecipare in questo momento, è comunque un fratello che, insieme al nostro fotogramma o no, va aiutato.
                      Diciamo che il percorso, almeno per alcuni di voi, è già iniziato altrimenti sareste all’inizio del primo fotogramma. Invece se siete a questo punto di ricerca è perché le vostre esperienze, non a caso, sono già iniziate. Certamente non avete superato tanti fotogrammi ma possiamo dire che non siete al “primo fotogramma”.

                    • Caro Mario, le parole di suor Lucina sono illuminati, intrise di saggezza ed umiltà; l’esempio della sorgente mi fa intendere che Dio dona e non può essere afferrato egoisticamente, ma forse sentito nella sua infinitezza, in comunione con gli altri fratelli, formando molti punti che diventeranno linee in un’unica spirale senza fine. In merito al dubbio, credo che oltre ad essere un innesco che ci spinge sempre di più verso l’infinito, ci porta anche ad evitare di dare troppa importanza a raggiungere qualcosa che non può essere raggiunto, sdrammatizzando molte delle nostre arroganze, pensando di aver raggiunto la Verità Assoluta… Oggi mi hai fatto riflettere, sciogliendo alcune cristallizzazioni che ormai si erano sedimentate.
                      Leggerò quello che mi hai inviato sui fotogrammi e poi inizierò con il terzo libro.
                      Grazie per portare luce sul mio sentiero.
                      Claudio

                    • Questa mattina prima di ricevere la tua email, mi sono soffermato su questo passaggio, che mi ha fatto intuire la ricerca da un’altra angolazione…
                      Saluti Claudio
                      D.-. Quindi non perderò la mia individualità, pur elevandomi?
                      R.- No, noi siamo e viviamo individualmente una vita spirituale in comunione con altri fratelli. Tu in questo momento vivi la tua vita individualmente, e in comunione con noi che non siamo incarnati, comprendi? Noi siamo e resteremo vivi individualmente, ma facenti parte del Tutto.
                      Voglio dirti una cosa: se tu pensi di vivere una vita spirituale individualmente, da sola, allora sei egoista e non sei in comunione con i tuoi fratelli. Se invece sei consapevole che puoi vivere individualmente la tua esistenza e comprendere che la tua esistenza per effetto di tutto il Creato – vivere con Esso – non puoi essere egoista e in comunione accetti l’esistenza dei tuoi fratelli.

                      Ciao Mario, alcuni passaggi sono veramente sintetici e risveglianti…
                      D.- Molti messaggi dall’aldilà suggeriscono l’idea che il ritorno a Dio, il riscoprirlo, significhi abbandonarsi totalmente a Lui. Questo abbandono non implica la dissoluzione completa del nostro singolo io, con la sua personalità?
                      R.- Se intendi personalità umana, quella va perduta, in quanto è del corpo e non dello spirito. Per quanto riguarda la conoscenza, conta quella dello spirito, che è molto superiore di quella della mente.
                      Ora veniamo al ritorno alla sorgente dalla quale siamo stati emanati. In realtà non lo si può definire un ritorno, bensì una presa di coscienza spirituale. Anche quando vi si dice che dovete migliorare per poi ritornare alla casa del Padre, è un modo di dire perché, se tenete presente la Spirale, voi ne siete parte continua.
                      Quindi rispondo che non si ritorna, ma si è sempre punto-linea della Spirale. Lo stesso concetto di evoluzione deve essere qui inteso come presa di coscienza spirituale per arrivare allo stato di sentire assoluto della Spirale. In quel momento, credimi, comprenderai di essere punto-linea e Spirale in un solo attimo. E cosa succederà, mi chiederete? Ebbene potrete percepire in un solo attimo gli stati di sentire di altri fratelli che sono punto-linea della Spirale e, nel sentire, potrete sentire le gioie, i dolori e tutta la gamma di sensazioni che nella Spirale esistono.
                      Posso aggiungere che non si perdono per questo conoscenza e coscienza individuale, ma si è spirito con la propria completa capacità di percepire tutta la grandezza della Spirale, pur rimanendo individuo.

                      Un abbraccio Claudio

                    • Caro Claudio, tu veramente hai compreso il significato di “sviscerare il pensiero attraverso le parole trascritte”. Complimenti.
                      Ti ringrazio, sai questo dimostra che gli argomenti trattati sono sempre più approfonditi. Troverai sul 2 libro molte domande fatte sulla individualità e spiritualità. Ecco perché consiglio la lettura dei due libri prima di arrivare alla lettura del 3 soprattutto nei monologhi. E’ quello che dico, di non rimanere sulla conoscenza del Cerchio Firenze o di altri cerchi. La Sorgente è una e si può manifestare come vuole. Tu che hai letto l’entità A e conosci Giorgio di Simone, dopo aver letto i messaggi che lui presentò sul Giornale dei Misteri dell’Entità Symbole, gli mandai i nostri su Corpo_Anima e Spirito e dopo questo mi fece la presentazione del 2 libro. Buona lettura.
                      Con affetto fraterno Mario

                    • Ti ringrazio Mario. Cercherò di prendere in considerazione quanto dici, ma come suggerisci: ricercare con la massima umiltà (cosa non facile…).
                      Un abbraccio sentito a te, alle Entità e alla maestria dei messaggi.
                      Inizio ad intuire che quando incontri un Maestro tutte queste tre componenti si attivano, formando un unico scambio, tra ” allievo” e ” Maestro” A presto.
                      Claudio

                    • Caro Claudio, “ Quando l’allievo è pronto il Maestro appare” E’ l’insegnamento del Maestri non mia.

                    • Caro Mario
                      Per quanto riguarda la mia modesta esperienza, ho compreso che le forme di medianità di alto livello assurgono dall’Assoluto.
                      I canali predisposti alla ricezione, hanno una struttura conforme, che permette di trasformare l’energia ricevuta, in significato disponibile alla mente umana.
                      Credo che molti Maestri, siano in contatto con questa fonte di Grazia, quindi sento intimamente che le manifestazioni del Cerchio Firenze 77 e dell’Entita A, siano fonti Pure, ma nel tuo caso, percepisco un riconoscimento animico, un’immediata chiarezza di significato, che si allinea al mio grado di sentire.
                      La cosa che mi ha colpito dei grandi medium/Maestri è l’assenza di ostentazione, di riservatezza e umiltà. Sono usciti allo scoperto solo se richiamati dall’esterno, ed è proprio per questo che confido nella loro validità.
                      Con affetto.
                      Claudio

                    • Ciao Mario, il file che mi hai mandato: parliamo dei fotogrammi, ha chiarito un aspetto fondamentale, che prima per cercare di “capirlo ” bisognava fare delle acrobazie mentali per comprenderne il nesso tra fotogramma e film; mi riferisco ad alcune letture relative al Cerchio Firenze 77.
                      Nell’insegnamento delle Entità invece, è semplificato dalle immagini inserite nel fotogramma; e non un fotogramma statico, quindi ( da quello che ho compreso) le immagini rendono dinamico il fotogramma, le persone che incontriamo vitalizzano il fotogramma, ed il nostro sentire, facendoci fare le esperienze necessarie per l’ampliamento della coscienza.
                      Ho avuto modo di vedere alcuni tuoi filmati e conseguentemente vederti fisicamente.
                      Ti invio anche una mio foto.
                      Un caro abbraccio.
                      Claudio

                    • Caro Claudio, ho visto la foto e ti ringrazio per aver evidenziato il libro. Hai l’età di mio figlio ma, come sai, in questo momento abbiamo solo ruoli diversi ma siamo tutti fratelli. Credo che le spiegazioni che ho ricevuto siano della stessa Sorgente solo spiegate in modo semplice che così possano comprenderle tutti. Sei una delle poche persone che abbiano compreso questo. Puoi leggere la prima testimonianza sul sito anche se questa persona non mi ha mai conosciuto però considera quello che tu dici.
                      Con affetto fraterno
                      Mario

                    • Caro Mario Ti sono grato,
                      Credimi, durante la mia ricerca sono venuto in contatto con molte modalità di insegnamento, anche quelli più ” alti ” pronunciati da grandi Maestri e posso dirti che i contenuti di questi tuoi insegnamenti pervadono tutto il mio essere, riesco a sentirli, cosa che prima ( e adesso lo comprendo) completavano un percorso di nozioni, che si concludeva con un appagamento personale. Forse tutto questo è stato propedeutico, al fine di incontrarti.
                      Grazie per il tuo disponibile servizio.
                      Con affetto, Claudio

                    • Riflessione: Gli insegnamenti puntano ad una maggiore comprensione della Realtà spirituale e dei suoi fenomeni: dall’amore personale ed affettivo, all’unità del Tutto,oltre la separativitâ dei nostri limiti autoimposti. Per quanto ho compreso,le Entità,gli insegnamenti e Mario, formano un unico corpo,ed attraverso questa triade ( o triangolo…), avviene la maestria dell’insegnamento,che ci permette di analizzare i contenuti più intimi.
                      Reputo che l’incontro con un Maestro e,i suoi insegnamenti,abbiano una tale portata,che,come affermano le Entità: ” La conoscenza è presa di coscienza del nostro io spirituale”
                      I messaggi non sono dottrinali ma, ispirativi ed illuminanti e la sua straordinarietà risiede nella semplicità di esposizione.
                      A tutti è dato sapere ed è solo attraverso il sapere che potremo conoscere ed infine Essere.
                      Sapere – Conoscere – Essere.
                      Grazie Mario.
                      Con affetto, Claudio.

  3. Fratello Mario, sono Carmela. Spero che le vacanze siano andate bene e che tu e la tua compagna stiate bene. Torno a scriverti perché avrei altre domande da porgerti. Scusa se ti disturbo ma avrei bisogno di capire alcune cose e spero che tu possa aiutarmi.
    Perché non dobbiamo essere coscienti di cosa siamo veramente in Spirito, mentre facciamo l’esperienza terrena, se ciò ci può aiutare a vivere più allegramente la vita terrena?
    La reincarnazione non l’avevo mai accettata. Ora la sto rivalutando, ma mi domando: poiché siamo scintilla di Dio perché siamo stati creati cosi imperfetti? O qualcosa e’ successo per essere cosi?
    Vorrei farti anche una richiesta personale. Io non so se ancora tu ricevi messaggi dai nostri Maestri. Se sì, vorrei chiederti se possono dirmi chi sono, dove sono e come posso migliorare me stessa.
    Scusami per la mia ignoranza, ma se gentilmente come sempre puoi aiutarmi.
    Grazie
    Un abbraccio a te e alla tua compagna.
    Carmela

    • Cara Carmela, noi tutto bene così spero di te. Rispondo alle tue domande in un’unica risposta. Se noi sapessimo chi siamo, e se sapessimo che il nostro vicino di casa, oppure un nostro famigliare, nella precedente vita ci avesse fatto un torto gravissimo in questo momento saremmo influenzati e non lo accetteremmo mai come un fratello. Ecco perché le esperienze vanno accettate, anche e soprattutto quelle negative, perché nell’accettazione impariamo cosa sia il vero “Amore” incondizionato verso tutti. Quindi cosa dobbiamo fare per migliorare noi stessi? Vivere le nostre esperienze nel miglior modo spirituale. Però alcune volte non sappiamo superarle bene. Ecco il perché ritorneremo in un’altra vita, per migliorare la nostra presa di coscienza spirituale. Fino a quando non avremo raggiunto quella completa consapevolezza dell’essere “parte” di quel Tutto che ci trascende, continueremo a ritornare a vivere in questa Terra. Una Entità ci disse: “altri mondi vi attendono”. E’ lunga la strada, ma facciamo piccoli passi un po’ alla volta. Per quanto riguarda il perché siamo imperfetti credo che ogni cosa, per essere apprezzata, vada guadagnata. Ho notato, per mia esperienza, che molti hanno avuto gratuitamente i miei libri ma la lettura che è stata fatta è molto in superficie. Così è la nostra vita. E’ un dono di Dio e siccome l’abbiamo avuta gratuitamente non le sappiamo dare il giusto valore. Spero di averti risposto. Con affetto fraterno Mario

      • Caro Mario, grazie per la tua disponibilità. Grazie per le tue risposte alle mie domande con una semplicità che ti chiarisce ogni dubbio. Continuo giornalmente a rileggere lentamente i tuoi libri per capire e assimilare gli insegnamenti dei Maestri. Lunghissima e’ la strada da percorrere per salire i gradini, ma andiamo avanti cercando di migliorarci un pochino per volta. Grazie veramente grazie. Sicuramente tornerò a scriverti per chiederti ancora aiuto poiché riesci a farmi capire i miei dubbi. Ciao Carmela

  4. Gentile Mario, ieri ho finito di leggere i tuoi libri. Molti insegnamenti li conoscevo, dico conoscevo perché mettere in pratica e sentire è un’altra cosa. Su altri mi scaturiscono delle domande e di altri ancora, lo dico sinceramente vista la mia poca cultura, non comprendo le domande pensa poi le risposte. Non vorrei disturbarti e, se non puoi rispondermi, ti ringrazio ancora una volta per il dono che mi hai fatto (ho distribuito il primo volume e ad altri ho detto di leggerlo tramite internet). Avrei delle domande da esporti. Forse sono stupide per il tuo sentire, ma non per me.
    1) I maestri hanno detto che una volta trapassati, chi prima chi poi prende coscienza di ciò che non ha superato come prova. Allora mi domando: ma se prendo coscienza di questo, è necessario reincarnarsi per ripetere l’esperienza?
    2) L’impotenza di fronte alla sofferenza di un caro o un fratello mi annienta. Vuol dire che è una prova non superata? Se sì, se io riesco ad accettarla evito ad un mio caro o fratello di soffrire ancora?
    3) Di fronte alle ingiustizie ed alle malvagità (pedofili, isis e tutto il resto) di questo mondo io non riesco a restare impassibile. Se vedo, a parere mio, nel mio vivere quotidiano un’ingiustizia io intervengo. E’ sbagliato?
    4) Se un fratello ti fa sentire una fallita e io non riesco a relazionarmi con lui, è sbagliato?
    Mi fermo qui per ora. Se puoi aiutarmi con il tuo sentire. Grazie. Spero sempre di poterti incontrare un giorno. Di nuovo grazie di tutto. Carmela

    • Cara Carmela, è chiaro che, una volta tornati e presa coscienza di non aver portato a termine il nostro cammino, solo ritornando possiamo dimostrare di aver compreso e così metterlo in pratica. Altrimenti anche in questo momento comprendiamo tante cose che potremmo fare ma non le facciamo come ad esempio “amare tutti allo stesso modo come amiamo i nostri cari”. Questo lo abbiamo compreso ma non riusciamo a metterlo in pratica quindi abbiamo preso coscienza che dobbiamo farlo eppure non ci riusciamo. Non è detto però che dobbiamo ritornare, se riuscissimo a mettere in pratica oggi l’amare tutti allo stesso modo avremmo raggiunto la nostra natura divina. Per quanto riguarda la sofferenza di un nostro caro o di chiunque sia, anche per me è cosa difficile da superare. Se non ci fossero questi insegnamenti in cui ci viene detto che solo attraverso il dolore si può evolvere, non saprei come rispondere. Vedi, anche qui è una nostra limitazione perché non crediamo che tutto ha un fine di Amore. Come si può accettare che solo attraverso le sofferenze ci si può evolvere? La risposta che ci hanno dato è sempre stata: “Altro mezzo non v’era per condurvi avanti di una passo”. Lo abbiamo saputo, conosciuto, ma non riusciamo a viverlo spiritualmente. Di fronte alle ingiustizie del mondo rispondo a questa domanda con le Parole di Padre Anthony: “Perché ti preoccupi degli eventi che accadano e degli errori che commettono gli altri, preoccupati di cambiare te stesso. Se tutti lo facessimo il mondo cambierebbe”. Dobbiamo solo riflettere su queste parole con le stesse che ha detto Gesù: “Non giudicate”. Per quanto riguarda l’ultima domanda la risposta la trovi a pag. 144 “I nostri limiti per aiutare gli altri” del libro “Tutto è, dall’illusione alla realtà spirituale”. Spero di averti risposto, comunque sono sempre qui. Con affetto fraterno Mario

      • Caro Mario, il tuo sentire e’ percettibile nelle tue semplici risposte, che riescono a farti arrivare la verita’ nel cuore. Grazie,Grazie fratello Mario per la tua disponibilità. Ti auguro buone vacanze dal profondo del mio cuore. Un abbraccio. Carmela

      • Grazie Carmela per le domande che hai posto al nostro carissimo Mario. Hanno fatto riflettere anche me portandomi ad approfondire questi argomenti come suggerito.
        Carissimo Mario, leggendo da pag. 144 del libro “Tutto è, dall’illusione alla realtà spirituale” non mi sono chiari due concetti e ti prego di spiegarmeli:
        primo capoverso di pag. 145 – “…quando incontrate fratelli che non fanno parte di quel fotogramma dove voi siete, dovete avere un rapporto di fratellanza ma, per il momento, per la vostra esperienza, non vi appartengono, in quanto fanno parte di altri fotogrammi sempre dell’intero film. Quindi, per il momento diciamo: fermatevi al vostro fotogramma e iniziate ad avere il contatto non i fratelli in esso contenuti.”
        La mia domanda è: “Come riconosco il fratello che è nel mio fotogramma?” Ho sempre creduto che tutti coloro che si incontrano, anche se per breve istante, anche se solo lontanamente visti o sentiti solo dire, in qualunque maniera entrano a far parte della nostra vita e che comunque ci portano un’esperienza…un lavoro interiore da fare.
        Altro chiarimento: ultimo capoverso di pag. 145 – “…non si devono avere contrasti… Si deve restare fermi e il pensiero deve il più possibile salire, salire, salire ai piani più sottili dove la negatività della vostra incomprensione in quel momento viene rarefatta e diviene purificata dai piani superiori.” Cosa si intende e come faccio a “salire, salire, salire” ?
        Grazie ai Fratelli per il loro aiuto, grazie a te Mario per la tua attenzione.
        Un abbraccio e a presto
        Patrizia

        • Cara Patrizia, la lettura del capitolo va interpretata nel suo insieme. Infatti nel precedente capoverso così dice: “Nel fotogramma esistono vari personaggi, che non sono altro che tutti coloro i quali convivono con voi e con voi devono fare l’esperienza. Quindi non tutti i fratelli che incontrate nel vostro cammino spirituale fanno parte di quelle immagini rappresentate in quel fotogramma dove voi siete”. Cerco di spiegare con l’esempio del condominio oppure nell’ambito del nostro lavoro. Nel mio condominio convivo con tanti fratelli. Abbiamo rapporti di amicizia, di conoscenza ma non condividiamo niente per quanto riguarda la mia esperienza. Quindi loro per il momento fanno parte di un altro fotogramma e hanno quindi un cammino diverso dal mio. Per la seconda domanda riprendo ciò che dice l’Entità: “Il problema nasce sul come accettare i fratelli facenti parte del vostro fotogramma. E’ qui, per voi, il punto essenziale. Vedete, non potete andare d’accordo con tutti ma dovete saper discernere a chi saper dare e da chi ricevere. Ecco una formula, un sistema più confacente per tutti, cioè l’accettazione “passiva”. In cosa consiste questa forma passiva? Nel non avere attriti o contrasti e voler sopraffare l’avversario. Dovete ben comprendere ciò che vi si dice: cioè il vostro Spirito deve entrare in sintonia con il suo Spirito e lasciare andare ognuno per il proprio percorso anche se a voi in quel momento sembra un contrasto, ma contrasto non è in quanto si manifestano le vostre differenti evoluzioni. Diverse, badate bene, per il cammino che ognuno di voi sta facendo e che avete fatto fino a quel momento. Non tutti voi siete uguali nell’affrontare la spiritualità. Non si può certo andare d’accordo con tutti ma sarebbe assurdo accettare e pensare ad un combattimento dove l’uno debba subire e l’altro vincere. Ecco che qui subentra il nostro “ego” e la necessaria acquisizione del concetto di spiritualità. Allora cosa si deve fare: non si devono avere contrasti e quando si incontra il fratello che, pur facendo parte del nostro fotogramma, non è affine a noi dobbiamo avere la massima comprensione, cioè non entrare nella sua “vibrazione”, altrimenti sarebbe nociva. Si deve restare fermi e il pensiero deve il più possibile salire, salire, salire ai piani più sottili dove la negatività della vostra incomprensione in quel momento viene rarefatta e diviene (trasformata) purificata dai piani superiori. Se questo verrà fatto sarete aiutati da chi sempre vi segue e non vi abbandona mai e che sempre collabora per la vostra migliore trasformazione”.
          Cosa vuole dire? Che quando noi siamo in rapporti con fratelli che condividono le nostre esperienze, come noi in questo momento, ognuno di noi ha un suo percorso evolutivo. Quindi, pur facendo parte dello stesso fotogramma, abbiamo esperienze diverse e alcune volte esiste tra di noi una incomprensione. Il consiglio che qui viene dato è quello di non fare emergere il nostro ego. Salire, salire è un modo di dire che le Entità usavano i primi tempi nei nostri incontri sostituendolo successivamente con il “sentire”, come per esempio quando è stata spiegata la spirale in senso orizzontale in quanto “Tutto è”. Altro esempio e spiegazione sul significato del non avere contrasti tra chi è interessato come noi è spiegato bene con il concetto di musica: “La musica non cambia, siamo noi che la trasformiamo secondo la nostra percezione. E’ inutile quindi farla imprimere con forza ad orecchie poco armoniche e poco accordate”. Spero di aver risposto altrimenti replicate. Un suggerimento che posso dare, e che spesso faccio personalmente, è quello di rileggere i libri più volte nel tempo. Pochi giorni fa leggevo a pag. 27 del “Tutto è…” la chiusura dell’incontro con queste parole: “Pace a tutti, miei cari fratelli; un saluto dalla dimensione dove la voce “in unità” parla e comunica con voi”. Lo avevo letto tante volte, l’ho ricevuto personalmente eppure mi ha colpito oggi quella parola “in unità”. Questo significa che chi trasmetteva i messaggi ha voluto sottolineare l’unità che hanno fra di loro e a cui noi dobbiamo ancora arrivare.
          Con affetto fraterno Mario

          • Mario, è tutto molto piu’ chiaro e quindi…bellissimo. Principi e concetti che già intimamente conosciamo ma che nel caos della nostra quotidianità perdiamo di vista. Noi che abbiamo avuto il dono di ricevere i messaggi dei Fratelli tramite te, noi abbiamo non solo la possibilità di crescere “noi” ma anche quella di aiutare gli altri con il nostro esempio. E’un impegno che va preso e man
            Controllo dell’ego e comprensione…faticoso ma poi…ci si abitua a “star bene”. Si potrebbe aggiungere anche “compassione”?
            Grazie Mario…un abbraccio fraterno a tutti voi
            Patrizia

  5. Ciao Mario come stai? Spero bene. È’ un po’ che non ti scrivo ma ti sento sempre vicino perché ogni giorno mi confronto con gli insegnamenti dei tuoi libri e i tuoi suggerimenti. Non ti scrivo per farti domande ma per ringraziarti per tutte quelle risposte che mi hai sempre dato e per tutte quelle indicazioni e suggerimenti che mi hanno fatto vedere e percepire la vita in modo diverso. Ieri ho visto un film, ora in programmazione al cinema, che si intitola “l’uomo che vide l’infinito”. Tratto dalla storia vera di un ragazzo indiano dotato di una visione matematica “del tutto” straordinaria il quale negli anni venti, senza studi, scrisse diverse formule matematiche, alcune ancora oggi utilizzate. Era la sua “Dea” a suggerirgliele durante la preghiera.. Caro Mario, Dio è amore e l’amore non si spiega perché appena cerchi di spiegarlo non è già più amore..come tu mi hai insegnato. Dio non si può quindi né nominare né spiegare per lo stesso motivo.. perché significherebbe riuscire a spiegare il “Tutto” e quindi essere Dio.. Lo possiamo sfiorare, intuire, sfuggire e cercare per poi ricadere.. Ricordo quando mi dicesti che ogni volta che pensi di aver capito devi ripartire da zero..tutto vero. Mi hai insegnato che quel che conta veramente è la crescita spirituale ed è vero anche questo.. Tutto ciò che rimane del nostro passaggio è l’amore che abbiamo donato e tu lo hai fatto con i tuoi libri e le tue testimonianze. Grazie ancora a te e al bellissimo gruppo del Giglio. Brava Patrizia per i testi ed i suggerimenti. Grazie a tutti. Un abbraccio. Ivan

  6. Ciao carissimi,
    io sono in fase di “cristallizzazione”, ma vado avanti.
    A volte mi chiedo, ma è giusto che io aiuti alcuni fratelli che vivono una vita di dolore e disperazione se probabilmente devono vivere fino in fondo questa esperienza?
    Un forte abbraccio, Massimo

    • Caro Massimo, se lasciassimo gli altri nel loro dolore e non li aiutassimo, a cosa servirebbe la “comunione spirituale”? E’ vero che nessuno può togliere l’esperienza ad un altro però almeno alleviarla. Mi sono chiesto riguardo la mia esperienza: a cosa sono serviti i “consigli”, gli “insegnamenti” dei nostri fratelli in tutti questi anni? La risposta è stata: molti leggendo i libri hanno testimoniato che hanno saputo affrontare con più consapevolezza la loro esperienza dolorosa. Questo credo che sia il modo giusto per fare quello che possiamo. Naturalmente i nostri fratelli continueranno in silenzio a sostenerci nel difficile cammino dell’esperienza terrena. Nessuno viene lasciato solo e niente di ciò che ci viene dato è superiore alle nostre forze. Nel nostro piccolo continuiamo a donare ciò che ci è stato donato con tanto amore … Subito dopo averti risposto ho aperto a caso il libro “Nel Triangolo il Mistero” e ho trovato questa preghiera riguardo la “cristallizzazione”: “Aiutaci o Signore ad illuminare il nostro e il cammino di tutti i fratelli per avvicinarci sempre più a Te e così togliere tutte le sofferenze che il nostro corpo mentale costruisce. Dammi o Signore la forza di camminare insieme agli afflitti e a tutti i fratelli che non hanno di questa Luce che qui si manifesta. Dammi o Signore la gioia di vedere la Tua Luce, la Tua Grazia affinché vivremo tutti uniti in un sol tutto ed Eterno che sei Tu o mio Amore, o Sommo Padre. In questo momento fratelli cari in questo luogo si sta manifestando una Luce intensa e radiosa che permette a tanti globi di Luce di vedere il cammino da intraprendere per non rimanere in cristallizzazione sulla dimensione Terrena.”
      Spero di averti risposto. Con affetto fraterno Mario

      • Ciao Mario,
        volevo condividere con te un pensiero che si è affacciato alla mia mente: a distanza di un anno, ti avrò richiesto almeno una quindicina di copie dei testi, che tu generosamente mi hai spedito per consegnarli a persone che dicevano di essere interessate all’argomento. Non ho mai fino ad ora ricevuto un minimo commento alla lettura…. seppure li avranno letti!!!
        Io personalmente sono rimasto folgorato e da quando ho avuto sotto mano quei testi, non ho letto più nulla oltre quelli. Non ho più partecipato a convegni riguardo la Spiritualità e li leggo e rileggo in continuazione. Mi chiedo, sorpreso, come mai, io che casualmente ne sono venuto a conoscenza, ne sono rimasto abbagliato ed invece persone che hanno avuto la possibilità di conoscerli più facilmente, rispetto a me, non mi hanno mai manifestato una loro emozione?

        • Caro Massimo, è un problema che ho avuto anch’io i primi tempi. Ti devo dire che le testimonianze di approvazione sul contenuto dei libri sono tutte di persone che non ho quasi mai conosciuto. Come del resto anche tu hai detto che ne sei venuto a conoscenza casualmente. Come sappiamo il caso non esiste, il libro va dove è atteso. Il nostro compito è seminare convinti però che gli altri siano noi stessi che un “tempo” eravamo come loro. Ricordiamoci perché altri fratelli, nell’arco delle nostre esistenze precedenti, seppur siano rimasti delusi dalla nostra incapacità di comprendere, il seme lo abbiano lasciato. Ecco perché oggi abbiamo più consapevolezza nel comprendere ciò che ci è arrivato. Ricordiamoci l’insegnamento che siamo una famiglia spirituale in cui ognuno di noi sta recitando la sua parte nella commedia della vita. Non spetta a noi giudicare se il ruolo assegnato ad altri viene male interpretato, noi dobbiamo recitare nel migliore dei modi per essere di esempio. Puoi rileggere a pag. 144 del terzo libro “I nostri limiti per aiutare gli altri” credo ci sia di aiuto.
          Con affetto fraterno Mario

          • Ciao Mario,
            giuste e saggie riflessioni le tue, che spesso a me sfuggono. Vuoi per “distrazione” vuoi perché mi riesce ancora difficile “sentirmi” già esistito, anche se ne sono certo. Proseguirò il mio cammino cercando di ascoltarmi meglio e di evitare, consapevole di ciò che ho acquisito, di lasciarmi andare a sterili giudizi.
            Un caro e fraterno abbraccio, Massimo

  7. Mi ha fatto il tuo nome un cara amica. Io non ti conoscevo, ma voglio dirti una cosa: ho avuto esperienze personali di contatto poi per il timore di disturbare l’entita’ e per le mie titubanze ho smesso, ma sono sicura che loro ci affiancano, ci danno forza e amore tanto se mi rispondessi mi farebbe grande piacere !

    • Gentile Rita, sono d’accordo che le Entità spirituali ci sono vicine e ci aiutano, ma non capisco cosa io possa fare per te. Se vuoi i libri cartacei ne ho ancora copie del primo libro “La Vita per la Vita” e dell’ultimo “Tutto è dall’illusione alla realtà spirituale”. Te li posso inviare gratuitamente. Se mi poni domande precise sono qui per rispondere. Dammi conferma. Con affetto fraterno Mario

  8. Caro Mario, è possibile che un gemello morto prematuramente “chiami” il fratello rimasto a ricongiungersi con lui nell’aldilà?
    Ogni giorno dovrei ringraziarti per il prezioso dono dei tuoi scritti
    con affetto
    Assunta

    • Cara Luciana, ognuno di noi fa la sua esperienza. L’entità che ha scelto di nascere e ritornare ha un suo fine, cioè attraverso la sua esperienza far riflettere tutti coloro che fanno parte della famiglia spirituale. In quel momento il suo compito è finito. L’altra Entità (il gemello) continuerà la sua esperienza per ciò che è venuto a fare. Se ricordi, nelle spiegazioni su “fotogramma-immagine e film”, ogni immagine rappresenta una esperienza spirituale. Quindi dobbiamo comprendere che il corpo è un mezzo (una immagine) che serve per fare esperienza, come quella del gemello trapassato o per meglio dire ritornato alla casa del Padre. Se non completiamo tutte le immagini che sono in un fotogramma, non potremo passare ad un altro fotogramma dove ci attenderanno altre immagini e quindi altre esperienze spirituali. Ognuno di noi è un essere spirituale irripetibile pur facente parte di quel Tutto che ci trascende. Spero di averti risposto. Con affetto fraterno Mario

  9. Buongiorno Mario. Ho un quesito da esporti e discutere: lo spirito manifesta una parte di se stesso in questo ed in altri mondi e/o condizioni a seconda dell’ampiezza del suo “sentire” anche contemporaneamente se vuole. La mia domanda è: può esso manifestare parti di sé contemporaneamente in un unico tempo terrestre, sempre per le sue esigenze, nel senso che queste vite umane sono presenti contemporaneamente e magari possono anche interagire? Ringraziandoti e rimanendo in attesa, ti saluto affettuosamente.Giorgio

    • Caro Giorgio, scusa il ritardo nella risposta ma sono stato fuori Roma. Se ho compreso bene, tu chiedi se uno Spirito possa vivere contemporaneamente in più corpi. Per me lo Spirito può fare esperienza in un solo corpo, ma contemporaneamente può essere in più luoghi come per esempio il “dono” della bilocazione. In quel momento vive in un corpo ma può essere visto in altri luoghi. Questo è il mio pensiero. Con affetto fraterno Mario

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