Commenti

In fondo a questa pagina è possibile lasciare un commento per un confronto costruttivo. Il commento sarà pubblicato e condiviso con il pubblico lettore.       

Grazie,  Mario del Giglio

Il concetto della Musica                                                                                                        

“Dio è musica che si manifesta.
Secondo la ricezione che abbiamo possiamo, in modi diversi, percepirla.
La musica non cambia, siamo noi che la trasformiamo secondo la nostra percezione.
E’ inutile quindi farla imprimere con forza ad orecchie poco armoniche e poco accordate.  Ognuno ascolta ciò che sente e varia secondo il proprio “sentire”, la musica Divina “è” ”                                                                                                       

Mario del Giglio

184 commenti su “Commenti
  1. Carmela scrive:

    Fratello Mario, sono Carmela. Spero che le vacanze siano andate bene e che tu e la tua compagna stiate bene. Torno a scriverti perché avrei altre domande da porgerti. Scusa se ti disturbo ma avrei bisogno di capire alcune cose e spero che tu possa aiutarmi.
    Perché non dobbiamo essere coscienti di cosa siamo veramente in Spirito, mentre facciamo l’esperienza terrena, se ciò ci può aiutare a vivere più allegramente la vita terrena?
    La reincarnazione non l’avevo mai accettata. Ora la sto rivalutando, ma mi domando: poiché siamo scintilla di Dio perché siamo stati creati cosi imperfetti? O qualcosa e’ successo per essere cosi?
    Vorrei farti anche una richiesta personale. Io non so se ancora tu ricevi messaggi dai nostri Maestri. Se sì, vorrei chiederti se possono dirmi chi sono, dove sono e come posso migliorare me stessa.
    Scusami per la mia ignoranza, ma se gentilmente come sempre puoi aiutarmi.
    Grazie
    Un abbraccio a te e alla tua compagna.
    Carmela

    • Mario Del Giglio scrive:

      Cara Carmela, noi tutto bene così spero di te. Rispondo alle tue domande in un’unica risposta. Se noi sapessimo chi siamo, e se sapessimo che il nostro vicino di casa, oppure un nostro famigliare, nella precedente vita ci avesse fatto un torto gravissimo in questo momento saremmo influenzati e non lo accetteremmo mai come un fratello. Ecco perché le esperienze vanno accettate, anche e soprattutto quelle negative, perché nell’accettazione impariamo cosa sia il vero “Amore” incondizionato verso tutti. Quindi cosa dobbiamo fare per migliorare noi stessi? Vivere le nostre esperienze nel miglior modo spirituale. Però alcune volte non sappiamo superarle bene. Ecco il perché ritorneremo in un’altra vita, per migliorare la nostra presa di coscienza spirituale. Fino a quando non avremo raggiunto quella completa consapevolezza dell’essere “parte” di quel Tutto che ci trascende, continueremo a ritornare a vivere in questa Terra. Una Entità ci disse: “altri mondi vi attendono”. E’ lunga la strada, ma facciamo piccoli passi un po’ alla volta. Per quanto riguarda il perché siamo imperfetti credo che ogni cosa, per essere apprezzata, vada guadagnata. Ho notato, per mia esperienza, che molti hanno avuto gratuitamente i miei libri ma la lettura che è stata fatta è molto in superficie. Così è la nostra vita. E’ un dono di Dio e siccome l’abbiamo avuta gratuitamente non le sappiamo dare il giusto valore. Spero di averti risposto. Con affetto fraterno Mario

      • Carmela scrive:

        Caro Mario, grazie per la tua disponibilità. Grazie per le tue risposte alle mie domande con una semplicità che ti chiarisce ogni dubbio. Continuo giornalmente a rileggere lentamente i tuoi libri per capire e assimilare gli insegnamenti dei Maestri. Lunghissima e’ la strada da percorrere per salire i gradini, ma andiamo avanti cercando di migliorarci un pochino per volta. Grazie veramente grazie. Sicuramente tornerò a scriverti per chiederti ancora aiuto poiché riesci a farmi capire i miei dubbi. Ciao Carmela

  2. Carmela scrive:

    Gentile Mario, ieri ho finito di leggere i tuoi libri. Molti insegnamenti li conoscevo, dico conoscevo perché mettere in pratica e sentire è un’altra cosa. Su altri mi scaturiscono delle domande e di altri ancora, lo dico sinceramente vista la mia poca cultura, non comprendo le domande pensa poi le risposte. Non vorrei disturbarti e, se non puoi rispondermi, ti ringrazio ancora una volta per il dono che mi hai fatto (ho distribuito il primo volume e ad altri ho detto di leggerlo tramite internet). Avrei delle domande da esporti. Forse sono stupide per il tuo sentire, ma non per me.
    1) I maestri hanno detto che una volta trapassati, chi prima chi poi prende coscienza di ciò che non ha superato come prova. Allora mi domando: ma se prendo coscienza di questo, è necessario reincarnarsi per ripetere l’esperienza?
    2) L’impotenza di fronte alla sofferenza di un caro o un fratello mi annienta. Vuol dire che è una prova non superata? Se sì, se io riesco ad accettarla evito ad un mio caro o fratello di soffrire ancora?
    3) Di fronte alle ingiustizie ed alle malvagità (pedofili, isis e tutto il resto) di questo mondo io non riesco a restare impassibile. Se vedo, a parere mio, nel mio vivere quotidiano un’ingiustizia io intervengo. E’ sbagliato?
    4) Se un fratello ti fa sentire una fallita e io non riesco a relazionarmi con lui, è sbagliato?
    Mi fermo qui per ora. Se puoi aiutarmi con il tuo sentire. Grazie. Spero sempre di poterti incontrare un giorno. Di nuovo grazie di tutto. Carmela

    • Mario Del Giglio scrive:

      Cara Carmela, è chiaro che, una volta tornati e presa coscienza di non aver portato a termine il nostro cammino, solo ritornando possiamo dimostrare di aver compreso e così metterlo in pratica. Altrimenti anche in questo momento comprendiamo tante cose che potremmo fare ma non le facciamo come ad esempio “amare tutti allo stesso modo come amiamo i nostri cari”. Questo lo abbiamo compreso ma non riusciamo a metterlo in pratica quindi abbiamo preso coscienza che dobbiamo farlo eppure non ci riusciamo. Non è detto però che dobbiamo ritornare, se riuscissimo a mettere in pratica oggi l’amare tutti allo stesso modo avremmo raggiunto la nostra natura divina. Per quanto riguarda la sofferenza di un nostro caro o di chiunque sia, anche per me è cosa difficile da superare. Se non ci fossero questi insegnamenti in cui ci viene detto che solo attraverso il dolore si può evolvere, non saprei come rispondere. Vedi, anche qui è una nostra limitazione perché non crediamo che tutto ha un fine di Amore. Come si può accettare che solo attraverso le sofferenze ci si può evolvere? La risposta che ci hanno dato è sempre stata: “Altro mezzo non v’era per condurvi avanti di una passo”. Lo abbiamo saputo, conosciuto, ma non riusciamo a viverlo spiritualmente. Di fronte alle ingiustizie del mondo rispondo a questa domanda con le Parole di Padre Anthony: “Perché ti preoccupi degli eventi che accadano e degli errori che commettono gli altri, preoccupati di cambiare te stesso. Se tutti lo facessimo il mondo cambierebbe”. Dobbiamo solo riflettere su queste parole con le stesse che ha detto Gesù: “Non giudicate”. Per quanto riguarda l’ultima domanda la risposta la trovi a pag. 144 “I nostri limiti per aiutare gli altri” del libro “Tutto è, dall’illusione alla realtà spirituale”. Spero di averti risposto, comunque sono sempre qui. Con affetto fraterno Mario

      • Carmela scrive:

        Caro Mario, il tuo sentire e’ percettibile nelle tue semplici risposte, che riescono a farti arrivare la verita’ nel cuore. Grazie,Grazie fratello Mario per la tua disponibilità. Ti auguro buone vacanze dal profondo del mio cuore. Un abbraccio. Carmela

      • Patrizia scrive:

        Grazie Carmela per le domande che hai posto al nostro carissimo Mario. Hanno fatto riflettere anche me portandomi ad approfondire questi argomenti come suggerito.
        Carissimo Mario, leggendo da pag. 144 del libro “Tutto è, dall’illusione alla realtà spirituale” non mi sono chiari due concetti e ti prego di spiegarmeli:
        primo capoverso di pag. 145 – “…quando incontrate fratelli che non fanno parte di quel fotogramma dove voi siete, dovete avere un rapporto di fratellanza ma, per il momento, per la vostra esperienza, non vi appartengono, in quanto fanno parte di altri fotogrammi sempre dell’intero film. Quindi, per il momento diciamo: fermatevi al vostro fotogramma e iniziate ad avere il contatto non i fratelli in esso contenuti.”
        La mia domanda è: “Come riconosco il fratello che è nel mio fotogramma?” Ho sempre creduto che tutti coloro che si incontrano, anche se per breve istante, anche se solo lontanamente visti o sentiti solo dire, in qualunque maniera entrano a far parte della nostra vita e che comunque ci portano un’esperienza…un lavoro interiore da fare.
        Altro chiarimento: ultimo capoverso di pag. 145 – “…non si devono avere contrasti… Si deve restare fermi e il pensiero deve il più possibile salire, salire, salire ai piani più sottili dove la negatività della vostra incomprensione in quel momento viene rarefatta e diviene purificata dai piani superiori.” Cosa si intende e come faccio a “salire, salire, salire” ?
        Grazie ai Fratelli per il loro aiuto, grazie a te Mario per la tua attenzione.
        Un abbraccio e a presto
        Patrizia

        • Mario Del Giglio scrive:

          Cara Patrizia, la lettura del capitolo va interpretata nel suo insieme. Infatti nel precedente capoverso così dice: “Nel fotogramma esistono vari personaggi, che non sono altro che tutti coloro i quali convivono con voi e con voi devono fare l’esperienza. Quindi non tutti i fratelli che incontrate nel vostro cammino spirituale fanno parte di quelle immagini rappresentate in quel fotogramma dove voi siete”. Cerco di spiegare con l’esempio del condominio oppure nell’ambito del nostro lavoro. Nel mio condominio convivo con tanti fratelli. Abbiamo rapporti di amicizia, di conoscenza ma non condividiamo niente per quanto riguarda la mia esperienza. Quindi loro per il momento fanno parte di un altro fotogramma e hanno quindi un cammino diverso dal mio. Per la seconda domanda riprendo ciò che dice l’Entità: “Il problema nasce sul come accettare i fratelli facenti parte del vostro fotogramma. E’ qui, per voi, il punto essenziale. Vedete, non potete andare d’accordo con tutti ma dovete saper discernere a chi saper dare e da chi ricevere. Ecco una formula, un sistema più confacente per tutti, cioè l’accettazione “passiva”. In cosa consiste questa forma passiva? Nel non avere attriti o contrasti e voler sopraffare l’avversario. Dovete ben comprendere ciò che vi si dice: cioè il vostro Spirito deve entrare in sintonia con il suo Spirito e lasciare andare ognuno per il proprio percorso anche se a voi in quel momento sembra un contrasto, ma contrasto non è in quanto si manifestano le vostre differenti evoluzioni. Diverse, badate bene, per il cammino che ognuno di voi sta facendo e che avete fatto fino a quel momento. Non tutti voi siete uguali nell’affrontare la spiritualità. Non si può certo andare d’accordo con tutti ma sarebbe assurdo accettare e pensare ad un combattimento dove l’uno debba subire e l’altro vincere. Ecco che qui subentra il nostro “ego” e la necessaria acquisizione del concetto di spiritualità. Allora cosa si deve fare: non si devono avere contrasti e quando si incontra il fratello che, pur facendo parte del nostro fotogramma, non è affine a noi dobbiamo avere la massima comprensione, cioè non entrare nella sua “vibrazione”, altrimenti sarebbe nociva. Si deve restare fermi e il pensiero deve il più possibile salire, salire, salire ai piani più sottili dove la negatività della vostra incomprensione in quel momento viene rarefatta e diviene (trasformata) purificata dai piani superiori. Se questo verrà fatto sarete aiutati da chi sempre vi segue e non vi abbandona mai e che sempre collabora per la vostra migliore trasformazione”.
          Cosa vuole dire? Che quando noi siamo in rapporti con fratelli che condividono le nostre esperienze, come noi in questo momento, ognuno di noi ha un suo percorso evolutivo. Quindi, pur facendo parte dello stesso fotogramma, abbiamo esperienze diverse e alcune volte esiste tra di noi una incomprensione. Il consiglio che qui viene dato è quello di non fare emergere il nostro ego. Salire, salire è un modo di dire che le Entità usavano i primi tempi nei nostri incontri sostituendolo successivamente con il “sentire”, come per esempio quando è stata spiegata la spirale in senso orizzontale in quanto “Tutto è”. Altro esempio e spiegazione sul significato del non avere contrasti tra chi è interessato come noi è spiegato bene con il concetto di musica: “La musica non cambia, siamo noi che la trasformiamo secondo la nostra percezione. E’ inutile quindi farla imprimere con forza ad orecchie poco armoniche e poco accordate”. Spero di aver risposto altrimenti replicate. Un suggerimento che posso dare, e che spesso faccio personalmente, è quello di rileggere i libri più volte nel tempo. Pochi giorni fa leggevo a pag. 27 del “Tutto è…” la chiusura dell’incontro con queste parole: “Pace a tutti, miei cari fratelli; un saluto dalla dimensione dove la voce “in unità” parla e comunica con voi”. Lo avevo letto tante volte, l’ho ricevuto personalmente eppure mi ha colpito oggi quella parola “in unità”. Questo significa che chi trasmetteva i messaggi ha voluto sottolineare l’unità che hanno fra di loro e a cui noi dobbiamo ancora arrivare.
          Con affetto fraterno Mario

          • Patrizia scrive:

            Mario, è tutto molto piu’ chiaro e quindi…bellissimo. Principi e concetti che già intimamente conosciamo ma che nel caos della nostra quotidianità perdiamo di vista. Noi che abbiamo avuto il dono di ricevere i messaggi dei Fratelli tramite te, noi abbiamo non solo la possibilità di crescere “noi” ma anche quella di aiutare gli altri con il nostro esempio. E’un impegno che va preso e man
            Controllo dell’ego e comprensione…faticoso ma poi…ci si abitua a “star bene”. Si potrebbe aggiungere anche “compassione”?
            Grazie Mario…un abbraccio fraterno a tutti voi
            Patrizia

  3. Ivan scrive:

    Ciao Mario come stai? Spero bene. È’ un po’ che non ti scrivo ma ti sento sempre vicino perché ogni giorno mi confronto con gli insegnamenti dei tuoi libri e i tuoi suggerimenti. Non ti scrivo per farti domande ma per ringraziarti per tutte quelle risposte che mi hai sempre dato e per tutte quelle indicazioni e suggerimenti che mi hanno fatto vedere e percepire la vita in modo diverso. Ieri ho visto un film, ora in programmazione al cinema, che si intitola “l’uomo che vide l’infinito”. Tratto dalla storia vera di un ragazzo indiano dotato di una visione matematica “del tutto” straordinaria il quale negli anni venti, senza studi, scrisse diverse formule matematiche, alcune ancora oggi utilizzate. Era la sua “Dea” a suggerirgliele durante la preghiera.. Caro Mario, Dio è amore e l’amore non si spiega perché appena cerchi di spiegarlo non è già più amore..come tu mi hai insegnato. Dio non si può quindi né nominare né spiegare per lo stesso motivo.. perché significherebbe riuscire a spiegare il “Tutto” e quindi essere Dio.. Lo possiamo sfiorare, intuire, sfuggire e cercare per poi ricadere.. Ricordo quando mi dicesti che ogni volta che pensi di aver capito devi ripartire da zero..tutto vero. Mi hai insegnato che quel che conta veramente è la crescita spirituale ed è vero anche questo.. Tutto ciò che rimane del nostro passaggio è l’amore che abbiamo donato e tu lo hai fatto con i tuoi libri e le tue testimonianze. Grazie ancora a te e al bellissimo gruppo del Giglio. Brava Patrizia per i testi ed i suggerimenti. Grazie a tutti. Un abbraccio. Ivan

  4. Massimo scrive:

    Ciao carissimi,
    io sono in fase di “cristallizzazione”, ma vado avanti.
    A volte mi chiedo, ma è giusto che io aiuti alcuni fratelli che vivono una vita di dolore e disperazione se probabilmente devono vivere fino in fondo questa esperienza?
    Un forte abbraccio, Massimo

    • Mario Del Giglio scrive:

      Caro Massimo, se lasciassimo gli altri nel loro dolore e non li aiutassimo, a cosa servirebbe la “comunione spirituale”? E’ vero che nessuno può togliere l’esperienza ad un altro però almeno alleviarla. Mi sono chiesto riguardo la mia esperienza: a cosa sono serviti i “consigli”, gli “insegnamenti” dei nostri fratelli in tutti questi anni? La risposta è stata: molti leggendo i libri hanno testimoniato che hanno saputo affrontare con più consapevolezza la loro esperienza dolorosa. Questo credo che sia il modo giusto per fare quello che possiamo. Naturalmente i nostri fratelli continueranno in silenzio a sostenerci nel difficile cammino dell’esperienza terrena. Nessuno viene lasciato solo e niente di ciò che ci viene dato è superiore alle nostre forze. Nel nostro piccolo continuiamo a donare ciò che ci è stato donato con tanto amore … Subito dopo averti risposto ho aperto a caso il libro “Nel Triangolo il Mistero” e ho trovato questa preghiera riguardo la “cristallizzazione”: “Aiutaci o Signore ad illuminare il nostro e il cammino di tutti i fratelli per avvicinarci sempre più a Te e così togliere tutte le sofferenze che il nostro corpo mentale costruisce. Dammi o Signore la forza di camminare insieme agli afflitti e a tutti i fratelli che non hanno di questa Luce che qui si manifesta. Dammi o Signore la gioia di vedere la Tua Luce, la Tua Grazia affinché vivremo tutti uniti in un sol tutto ed Eterno che sei Tu o mio Amore, o Sommo Padre. In questo momento fratelli cari in questo luogo si sta manifestando una Luce intensa e radiosa che permette a tanti globi di Luce di vedere il cammino da intraprendere per non rimanere in cristallizzazione sulla dimensione Terrena.”
      Spero di averti risposto. Con affetto fraterno Mario

      • Massimo scrive:

        Ciao Mario,
        volevo condividere con te un pensiero che si è affacciato alla mia mente: a distanza di un anno, ti avrò richiesto almeno una quindicina di copie dei testi, che tu generosamente mi hai spedito per consegnarli a persone che dicevano di essere interessate all’argomento. Non ho mai fino ad ora ricevuto un minimo commento alla lettura…. seppure li avranno letti!!!
        Io personalmente sono rimasto folgorato e da quando ho avuto sotto mano quei testi, non ho letto più nulla oltre quelli. Non ho più partecipato a convegni riguardo la Spiritualità e li leggo e rileggo in continuazione. Mi chiedo, sorpreso, come mai, io che casualmente ne sono venuto a conoscenza, ne sono rimasto abbagliato ed invece persone che hanno avuto la possibilità di conoscerli più facilmente, rispetto a me, non mi hanno mai manifestato una loro emozione?

        • Mario Del Giglio scrive:

          Caro Massimo, è un problema che ho avuto anch’io i primi tempi. Ti devo dire che le testimonianze di approvazione sul contenuto dei libri sono tutte di persone che non ho quasi mai conosciuto. Come del resto anche tu hai detto che ne sei venuto a conoscenza casualmente. Come sappiamo il caso non esiste, il libro va dove è atteso. Il nostro compito è seminare convinti però che gli altri siano noi stessi che un “tempo” eravamo come loro. Ricordiamoci perché altri fratelli, nell’arco delle nostre esistenze precedenti, seppur siano rimasti delusi dalla nostra incapacità di comprendere, il seme lo abbiano lasciato. Ecco perché oggi abbiamo più consapevolezza nel comprendere ciò che ci è arrivato. Ricordiamoci l’insegnamento che siamo una famiglia spirituale in cui ognuno di noi sta recitando la sua parte nella commedia della vita. Non spetta a noi giudicare se il ruolo assegnato ad altri viene male interpretato, noi dobbiamo recitare nel migliore dei modi per essere di esempio. Puoi rileggere a pag. 144 del terzo libro “I nostri limiti per aiutare gli altri” credo ci sia di aiuto.
          Con affetto fraterno Mario

          • Massimo scrive:

            Ciao Mario,
            giuste e saggie riflessioni le tue, che spesso a me sfuggono. Vuoi per “distrazione” vuoi perché mi riesce ancora difficile “sentirmi” già esistito, anche se ne sono certo. Proseguirò il mio cammino cercando di ascoltarmi meglio e di evitare, consapevole di ciò che ho acquisito, di lasciarmi andare a sterili giudizi.
            Un caro e fraterno abbraccio, Massimo

  5. Rita scrive:

    Mi ha fatto il tuo nome un cara amica. Io non ti conoscevo, ma voglio dirti una cosa: ho avuto esperienze personali di contatto poi per il timore di disturbare l’entita’ e per le mie titubanze ho smesso, ma sono sicura che loro ci affiancano, ci danno forza e amore tanto se mi rispondessi mi farebbe grande piacere !

    • Mario Del Giglio scrive:

      Gentile Rita, sono d’accordo che le Entità spirituali ci sono vicine e ci aiutano, ma non capisco cosa io possa fare per te. Se vuoi i libri cartacei ne ho ancora copie del primo libro “La Vita per la Vita” e dell’ultimo “Tutto è dall’illusione alla realtà spirituale”. Te li posso inviare gratuitamente. Se mi poni domande precise sono qui per rispondere. Dammi conferma. Con affetto fraterno Mario

  6. Luciana scrive:

    Caro Mario, è possibile che un gemello morto prematuramente “chiami” il fratello rimasto a ricongiungersi con lui nell’aldilà?
    Ogni giorno dovrei ringraziarti per il prezioso dono dei tuoi scritti
    con affetto
    Assunta

    • Mario Del Giglio scrive:

      Cara Luciana, ognuno di noi fa la sua esperienza. L’entità che ha scelto di nascere e ritornare ha un suo fine, cioè attraverso la sua esperienza far riflettere tutti coloro che fanno parte della famiglia spirituale. In quel momento il suo compito è finito. L’altra Entità (il gemello) continuerà la sua esperienza per ciò che è venuto a fare. Se ricordi, nelle spiegazioni su “fotogramma-immagine e film”, ogni immagine rappresenta una esperienza spirituale. Quindi dobbiamo comprendere che il corpo è un mezzo (una immagine) che serve per fare esperienza, come quella del gemello trapassato o per meglio dire ritornato alla casa del Padre. Se non completiamo tutte le immagini che sono in un fotogramma, non potremo passare ad un altro fotogramma dove ci attenderanno altre immagini e quindi altre esperienze spirituali. Ognuno di noi è un essere spirituale irripetibile pur facente parte di quel Tutto che ci trascende. Spero di averti risposto. Con affetto fraterno Mario

  7. Giorgio scrive:

    Buongiorno Mario. Ho un quesito da esporti e discutere: lo spirito manifesta una parte di se stesso in questo ed in altri mondi e/o condizioni a seconda dell’ampiezza del suo “sentire” anche contemporaneamente se vuole. La mia domanda è: può esso manifestare parti di sé contemporaneamente in un unico tempo terrestre, sempre per le sue esigenze, nel senso che queste vite umane sono presenti contemporaneamente e magari possono anche interagire? Ringraziandoti e rimanendo in attesa, ti saluto affettuosamente.Giorgio

    • Mario Del Giglio scrive:

      Caro Giorgio, scusa il ritardo nella risposta ma sono stato fuori Roma. Se ho compreso bene, tu chiedi se uno Spirito possa vivere contemporaneamente in più corpi. Per me lo Spirito può fare esperienza in un solo corpo, ma contemporaneamente può essere in più luoghi come per esempio il “dono” della bilocazione. In quel momento vive in un corpo ma può essere visto in altri luoghi. Questo è il mio pensiero. Con affetto fraterno Mario

Inviando il tuo commento dichiari di aver letto ed accettato
l'informativa sulla privacy e le condizioni di utilizzo per questo sito dando il consenso al trattamento dei tuoi dati personali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*